I passi di Dio

L’anno giubilare della misericordia ci sta facendo riscoprire la bellezza e la bontà di Dio che viene incontro all’uomo e che vuole per lui le cose migliori, indicandone la strada attraverso la sua Parola e attraverso i sacramenti.
Il rischio è quello che l’uomo si nasconda, perché la Parola di Dio mette in luce le nostre scelte, che spesso sono contrarie al disegno di Dio. I passi di Dio suscitano paura nell’uomo e nella donna, come è successo nel giardino dell’Eden (vedi prima lettura di questa domenica), perché la sua presenza mette a nudo una scelta compiuta in contrapposizione alla Parola del Creatore.
Il rifiuto di Dio da parte di molti uomini e donne è dettato, dunque, dal fatto che si vuole agire di testa propria, poiché la sua parola diventa richiamo a leggere la propria vita alla luce dei suoi insegnamenti, visti più come imposizioni che come consigli dati per ben vivere.
Il libro della Genesi ci dice che tale rifiuto ha delle conseguenze tragiche, che si contrappongono alla gioia prefigurata da Dio, infatti si parla di sofferenze, contrasti, mancanza dell’armonia iniziale, paura di Dio, che è “amore”.
L’accoglienza dei passi di Dio verso di noi diventa, invece, pacificazione e consolazione, anche se ciò che Egli chiede è assurdo per la mentalità comune.
Così, o si entra nel pensiero di Dio o si rimane arroccati alla presunzione umana di conoscere o di volere conoscere a tutti i costi la verità senza interpellare Colui che è l’autentica verità.
Bella figura, che ci viene presentata nel Vangelo di questa domenica, è quella di San Giuseppe, il quale accoglie l’invito ad essere padre putativo di Gesù, pur in una situazione, che agli occhi di molti poteva sembrare incomprensibile o scandalosa.
Sono molte le occasioni in cui il Signore ci viene incontro, a noi è dato accoglierlo e ascoltarlo come il bene più prezioso della vita. Non dobbiamo dimenticare che la sua presenza è il segno della sua fedeltà e della sua protezione, di cui abbiamo immensamente bisogno.
Ho visto con piacere, durante la processione del Corpus Domini, molte persone lungo la strada o alle finestre della propria casa che si inginocchiavano o facevano il segno della Croce al passaggio del Santissimo Sacramento, perché ciò denota la consapevolezza di quel bene prezioso di cui scrivevo poche righe sopra.
In questo nostro mondo sempre più confuso e disgregato, i passi del Signore vanno accolti con gratitudine anche se la sua Parola può essere di richiamo o di rimprovero per scelte errate di vita. In fondo è successo così anche per i nostri progenitori, i quali nonostante il loro peccato, hanno continuato a ricevere la fiducia da parte di Dio nell’essere collaboratori della sua opera creatrice.
Ciò vale anche per noi oggi e questo ci riempie di stupore e di meraviglia.

don Sergio

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