Con Maria, madre di misericordia

In quest’anno giubilare la sesta domenica di Pasqua cade il 1° maggio, dando inizio al mese dedicato, dalla tradizione cristiana, alla devozione della Vergine Maria. Mi sembra bello pensare al Vangelo di questa domenica, nel quale Gesù dice ai suoi, che non capivano quando Egli parlava della sua morte e risurrezione, che avrebbe dato loro lo Spirito Santo, il quale avrebbe insegnato loro ogni cosa.
Ebbene, anche Maria, al momento dell’Annunciazione, si era sentita dire dall’Arcangelo Gabriele che lo Spirito Santo l’avrebbe avvolta con la potenza divina e per lei, giovane creatura, questa promessa l’avrebbe aiutata più volte nel corso della sua vita terrena ad affrontare ogni sorta di problemi.
Quello Spirito Santo era diventato per lei guida essenziale per corrispondere ad ogni esigenza del Signore, specialmente quelle che umanamente potevano sembrare incomprensibili o assurde, come la morte in croce di Gesù.
Lì, sotto la croce, accolse la nuova missione, che Gesù le affidava e cioè quella di diventare la madre di tutti i viventi, buoni e cattivi, santi o peccatori, con i suoi stessi sentimenti di misericordia.
Per tale motivo noi la invochiamo, perché sappiamo che in Maria c’è un cuore ricco di misericordia, che pulsa in osmosi con suo Figlio Gesù ed abbraccia tutti gli uomini, riconosciuti come figli nel Figlio.
La preghiera rivolta dai credenti a Maria nasce dalla consapevolezza di trovarsi di fronte ad una madre misericordiosa, alla quale si può aprire il cuore, poiché ella comprende ogni esigenza umana, così come fa con Gesù. Ma ancor di più, il cristiano è certo che l’intercessione di Maria è una via privilegiata per raggiungere il cuore di Cristo e attraverso di lui, il cuore del Padre.
Maria ci insegna ad abbandonarci con estrema fiducia all’amore di Dio, infatti, anche lei lo ha fatto ed è stata confermata in questo, dall’obbedienza di Gesù, che non si è tirato indietro di fronte al disegno del Padre e lo ha realizzato totalmente fino al dono totale di sé per la nostra salvezza.
L’incomprensibile e l’irrazionale diventano verità attraverso l’accoglienza dello Spirito, che a noi è stato donato e continuamente soffia, abbattendo tutte le barriere che tentano di ostacolare la nostra risposta al progetto divino di amore per ciascuno di noi.
Maria ci è maestra e noi vogliamo seguirla nel suo sguardo d’amore, che condivide con Gesù, così da diventare anche noi disponibili ad aprire il cuore, anche quando, umanamente e istintivamente ci blocchiamo di fronte alle diverse esigenze di amore di chi ci sta accanto.
Nell’anno giubilare possiamo chiedere a Maria e specialmente in questo mese di maggio, di lasciarci guidare da lei a farci discepoli di Gesù, che si rende vivo in mezzo a noi attraverso l’Eucaristia.
Invochiamola anche per i nostri ragazzi che questa domenica ricevono Gesù nella loro prima Comunione.
Infine, vorrei ricordare che venerdì 7 maggio inizia la novena di Pentecoste, un appuntamento forte nella vita liturgica della Chiesa, da vivere come un dono rinnovato di Gesù alla sua Chiesa.

don Sergio

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