Dalla Pasqua una cascata di misericordia

Mi metto a scrivere dopo avere ascoltato la notizia degli attentati di Bruxelles e il cuore è gonfio di tristezza, perché tale notizia si aggiunge a tante altre che ogni giorno ascoltiamo attraverso i mezzi di comunicazione.
Eppure non posso esimermi dalla notizia che nel mezzo della Veglia pasquale dovrò cantare per tre volte in un crescendo di gioia: “Cristo Signore è risorto!”.
Lo devo fare perché è proprio in quell’evento pasquale che sta tutta la nostra fede e la speranza cristiana che si concretizza nell’amore vero.
Cristo Signore, con la sua risurrezione, ci comunica ancora oggi che la possibilità di sconfiggere il male e di uscire dal buio del peccato e dell’inquietudine è possibile.
E’ necessario, come insiste il nostro Arcivescovo, educarci al pensiero di Cristo, il quale ha insegnato la via della misericordia e del perdono, affidandosi all’amore fedele del Padre.
Così Egli non è stato abbandonato al potere della morte, ma ha ritrovato la vita per sempre, aprendo la stessa strada ad ogni uomo e ad ogni donna.
Quello che succede nel mondo ci fa paura, ma l’amore è più forte e Gesù ce ne ha dato l’esempio. Noi cristiani abbiamo una missione straordinaria nel mondo, che è quella di annunciare che solo l’amore vince e dove c’è odio esiste solo tristezza e divisione.
Dalla Pasqua di Cristo si è aperta una cascata di misericordia infinita, perché il suo sacrificio è diventato per tutti gli uomini l’occasione di ritrovare la voglia di vivere, il coraggio di non lasciarsi scoraggiare da ciò che è negativo, perché Egli non è morto invano. Egli ci vuole con sé nella Casa del Padre, ma intanto chiede a noi di perseverare nel bene, di non avere paura di chi vuole toglierci la speranza. Infatti, in Lui vediamo la forza straordinaria del Padre che lo ha strappato dalla morte eterna, ridonandogli la vita, che vuole per tutti i suoi figli in un effluvio di misericordia infinita.
Tutto ciò che c’è di male nel mondo non può fermare la potenza dell’amore di Dio, ma diventa necessario credere che anche noi siamo chiamati ad essere promotori di vita nuova, di vita riconciliata e non rassegnati a ciò che accade come se non potessimo fare nulla.
Nelle nostre famiglie si deve ritrovare il coraggio di perdonare, di chiedere scusa, di avere pazienza, di compiere gesti di umiltà. A me sembra che poi, nella società e nella Chiesa ci si adagi troppo nel malcontento e in quella lamentosità che non lascia spazio al futuro e alla speranza.
Abbracciati dalla misericordia di Dio che si è rivelata in Gesù godiamo della gioia pasquale, che offre a noi la vita nuova, che in Lui e attraverso di Lui è partita e mai finirà.
Buona pasqua

don Sergio e i sacerdoti della Parrocchia

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