Una misericordia e verità

La missione terrena di Gesù è stata accompagnata da una continua scelta di liberare l’uomo da ogni forma di male con l’affermazione della verità sul mondo, sulle cose e sull’uomo stesso, smascherando così ogni menzogna e ogni possibilità di negazione della bontà di ciò che Dio ha creato.
In Gesù, l’uomo trova la sorgente di ogni verità, poiché Egli, che è la luce del mondo, ha rivelato ciò che nessuno mai aveva avuto modo di conoscere e ciò che il peccato aveva oscurato.
Gesù è la Verità di cui gli uomini hanno bisogno per ritrovare la propria identità e per uscire da tutti quei condizionamenti che li rendono schiavi del proprio soggettivismo e individualismo. Spesso mi sembra di intuire che nel mondo c’è uno scarso desiderio di verità, in quanto essa richiede impegno, sforzo di ricerca, capacità di ascolto e di confronto.
Ciò che era successo nella disputa dei farisei con Gesù (lo leggiamo nel Vangelo di Giovanni di questa terza domenica di Quaresima), continua ancora oggi, quando vediamo che non c’è la voglia di mettersi in discussione, ma animati solo dalla presunzione di avere la verità in tasca su tutto, assistiamo alla rinuncia di andare a fondo delle cose.
Molti dicono che fino a qualche decennio fa la cultura e la fede erano imposte dalla tradizione cristiana, ora si assiste invece all’anarchia del pensiero o alla rinuncia stessa di ensare. Basta seguire un dibattito televisivo su qualunque argomento per notare come i contendenti spesso siano animati non dalla voglia di confrontarsi, bensì di affermare come in un vicolo cieco le proprie posizioni. La ragione viene avvilita in nome di presunzioni o di scelte ideologiche.
Questo accade anche quando ci si trova di fronte a grandi temi che riguardano l’uomo: la vita, la famiglia, il lavoro, la giustizia sociale.
La ragione, illuminata dalla fede, può invece offrire la verità, perché il Vangelo di Gesù offre orizzonti vasti di luce su ogni realtà vissuta dall’uomo mettendosi in dialogo con ogni cultura, tradizione, religione.
E’ la passione per ciò che è vero che spinge a non chiudersi nelle proprie convinzioni, ma a trovare ciò che c’è di buono in ogni uomo e in ogni scelta umana, respingendo però con forza ciò che, dopo un sano confronto, si rivela nocivo alla verità.
Spesso, anche i governanti sono chiamati a discernere ciò che è vero per compiere scelte a favore del popolo e non sempre per loro è facile.
A questo proposito mi sembra bello richiamare ciò che Benedetto XVI ha detto in una catechesi di un mercoledì di quaresima, nel 2007, citando Papa Clemente, terzo successore di Pietro al Soglio pontificio. “Pregando per le autorità, Clemente riconosce la legittimità delle istituzioni politiche nell’ordine stabilito da Dio; nello stesso tempo egli manifesta la preoccupazione che le autorità siano docili a Dio e esercitino il potere che Dio ha dato loro nella pace e la mansuetudine nella pietà. Cesare non è tutto. Emerge un’altra sovranità, la cui origine ed essenza non sono di questo mondo, ma di lassù: è quella della verità, che vanta anche nei confronti dello Stato il diritto di essere ascoltata”.
Responsabilità di ogni uomo e donna e dunque dei cristiani è mettersi in ricerca della verità con serietà, superando l’opportunismo della pigrizia e dei condizionamenti che rendono schiavi.
Gesù nel Vangelo di questa domenica ci dice: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.

don Sergio

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