Dio si manifesta nella misericordia

Innanzitutto, Buon Anno! Ricomincio a scrivere dopo le feste natalizie, che con la Festa del Battesimo di Gesù si concludono, ma che rimangono ancora vive, tanto è vero che, fino alla Quaresima, la liturgia ambrosiana chiama questo tempo “Mistero dell’Incarnazione”.
Non posso tacere la mia soddisfazione nell’avere vissuto questo primo Natale a Luino, notando una bella e sentita partecipazione alle diverse celebrazioni, segno di una fede reale, che come sempre chiede di essere alimentata per non svilire e perdere consistenza.
Ho sentito molto la presenza del Signore Gesù che si rende visibile nel sacramento della Riconciliazione e dell’Eucaristia, rendendo attuale la sua missione di salvezza, che al fiume Giordano è stata rivelata e confermata dalla voce stessa del Padre, mentre Gesù, in fila con tutti i peccatori, si faceva battezzare da Giovanni Battista.
Mi ha sempre commosso questo episodio della vita pubblica di Gesù, perché mi fa percepire la sua grande solidarietà con tutti gli uomini, che lo ha spinto, Lui senza peccato, ad umiliarsi con chi invece, peccatore, chiedeva la purificazione nell’acqua del Giordano.
È una nuova Epifania, nella quale Dio Padre si manifesta e presenta Gesù invitando il popolo a seguirlo: “Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»” (Lc 3, 21-22).
Quel cielo che sembrava chiuso a causa del peccato si apre nuovamente, eliminando la separazione tra Dio e gli uomini, facendo giungere attraverso Gesù, nello Spirito Santo, la Parola che indica la strada della vita.
Il compiacimento nei confronti di Gesù da parte del Padre sta nel fatto che il Figlio ha accettato di obbedire a Lui nel compimento del disegno di salvezza. Il battesimo che porterà Gesù sarà in acqua e Spirito Santo, perché chi lo riceve possa sentire il rinnovamento e la gioia di una bellezza ritrovata ad immagine dell’Uomo nuovo rivelato in Gesù stesso.
Infatti, fin dagli inizi della sua missione Gesù sa che nella voce udita dal cielo al Giordano è già inscritto il disegno che egli dovrà portare a compimento: sarà figlio prediletto, anche nell’ora del silenzio del Padre, anche nell’ora della croce. Questo legame, per il discepolo che si impegna in un cammino di sequela, è illuminante e fonte di speranza. Neanche quando è soffocata dalla presunzione di voler ‘uscire di casa’, come accade al figlio della parabola (Lc 15,13), o nelle situazioni in cui appare vinta dall’assordante tumulto della disperazione, la voce del Padre cesserà di ripeterci: «Mi stai a cuore, perché in te ho riposto la mia bellezza». 
In ognuno di noi, creati ad immagine e somiglianza di Dio, è dunque riposta la sua bellezza, che in Gesù trova uno splendore meraviglioso e che in noi chiede di essere ricostruita attraverso l’azione di grazia che dal Battesimo e con i Sacramenti ci viene continuamente donata, come segno di misericordia perenne.
Con questa luce di speranza cerchiamo di vivere l’Anno giubilare della Misericordia.

don Sergio

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