Ecco, arriva il tuo Salvatore

L’annuncio del profeta Isaia risuona sulla bocca dell’Arcangelo Gabriele, che incontra la Vergine Maria, chiedendole di accogliere la decisione di Dio di renderla Madre del suo Figlio, che ella dovrà chiamare Gesù (che significa: Dio salva, Salvatore).
In Maria si avvera la promessa di Dio di salvare non solo il suo popolo Israele, ma tutta l’umanità, facendola partecipe di un Regno che non avrà fine e che abbraccia l’universo intero.
La novità e lo stupore per ciò che è accaduto a Nazaret si rivelano nel fatto che Dio ha chiesto per entrare nella storia il permesso ad una creatura, ma ancora di più è il fatto che si è incarnato, ha preso carne. Lui, l’infinito e l’eterno si è adeguato alla nostra umanità, carica di limiti e fragilità, condividendo anche ciò che è più fragile, tranne il peccato.
E’ appassionante e nello stesso tempo sconvolgente il mistero dell’Incarnazione, ma questo ci fa sentire Dio talmente vicino da confidargli tutti i nostri sentimenti e da accogliere il suo amore umano che si unisce a quello divino presente ugualmente in Lui.
S. Paolo, nella Epistola di questa domenica, ci esorta così: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti” (Fil 4,4), perché il Signore è vicino.
In questo tempo non facile tale esortazione ci incoraggia e ci invita non solo ad essere noi gioiosi, ma a testimoniare tale gioia a chi ci sta intorno, dando un significato profondo alla festa del Natale e recuperando in essa la verità di Dio che si compromette (è un verbo usato dagli spagnoli e che a me piace molto) con la vita di ogni uomo per salvarla e renderla più vivibile.
Questa sesta domenica di Avvento, chiamata dell’Incarnazione o della Divina Maternità della Beata Vergine Maria, ci introduce alla festa imminente del Natale e ci apre già la prospettiva della vicinanza di Dio al cuore di ogni uomo.
Mancano ormai pochi giorni al Natale ed anche a noi è chiesto, come a Maria, di aprire la nostra vita a Gesù che vuole venire ad incontrarci per essere l’Emmanuele, il Dio con noi.
Mentre fervono i preparativi per la Festa esteriore, è bene intensificarli anche per quella interiore, quella spirituale, che dà senso e significato a tutto.
E’ bello pensare a Maria, che nella sua semplicità e umiltà si è resa disponibile ad accogliere il Figlio di Dio nel suo grembo e a dargli vita. Preghiamola perché ci aiuti a ravvivare la fede in Colui che è venuto per la nostra salvezza e del mondo intero.
La novena del Natale sia un’ottima occasione da vivere comunitariamente o personalmente, così da rendere la Festa ancora più concreta.

don Sergio

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