Una grazia estesa ai confini del mondo

Con l’apertura della Porta Santa a Roma è iniziato ufficialmente il Giubileo straordinario della misericordia, che vuole offrire ad ogni uomo e a oni donna la gioia di sentirsi amati da Dio.
L’eccezionalitàà di questo Giubileo è data dal fatto che in ogni Diocesi del mondo ci saranno Porte Sante che si aprono per dare possibilità a tutti di compiere il gesto del passaggio per accedere all’incontro con il Dio misericordioso. E’ un segno, ma diventa efficace quando lo si vive con fede, riconoscendo che l’azione misericordiosa di Dio non fa differenze di persone e le raggiunge lì dove si trovano a vivere.
Così, in questo Anno straordinario, anche nella nostra Diocesi ci saranno Porte sante che si aprono, a partire dal Duomo di Milano e poi nelle diverse zone pastorali. Per quanto riguarda la nostra Zona di Varese, la Porta Santa viene aperta questa domenica presso il Santuario del Sacro Monte di Varese.
Ora sono i nostri cuori che si devono rendere disponibili ad incontrare Colui che apre sempre il suo Cuore a noi, il Dio della misericordia più grande del nostro peccato, il Dio che ci è venuto incontro attraverso il suo Figlio Gesù, consolando i cuori degli afflitti e curando le ferite corporali e spirituali.
A questo proposito vorrei ricordare le parole della preghiera di Papa Francesco per il Giubileo, riportate nell’immaginetta lasciata alle famiglie in occasione della benedizione natalizia: “Signore Gesù, Tu sei il volto visibile del Padre invisibile, del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia: fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di te, suo Signore, risorto e nella gloria”.
In queste parole è richiamata l’onnipotenza di Dio nella misericordia, ma è anche affidato il compito a tutta la Chiesa di essere testimone visibile del volto d’amore di Dio.
Ciò significa che l’Anno giubilare ci raggiunge personalmente, ma ci espone alla pratica della misericordia verso chi ci sta accanto.  
Sarà necessario riscoprire le opere di misericordia corporali e spirituali, che la Chiesa ci ha insegnato al catechismo e che forse abbiamo dimenticato, non solo nella nostra memoria, ma anche nella pratica.
Giovanni Battista, che il Vangelo di questa domenica ci presenta ancora come figura caratteristica dell’Avvento, dice di essere stato mandato davanti a Gesù per preparargli la strada, rassicurando la gente che il Cristo è Gesù e non lui.
Raggiunti dalla misericordia siamo invitati a farci testimoni e operatori di misericordia nel nome di Gesù.
Iniziamo, perciò, questo cammino giubilare, lasciandoci amare dal Signore, che in questo Natale rinnova la fedeltà della sua presenza in mezzo agli uomini.

don Sergio

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