L’ingresso del Messia misericordioso

La quarta domenica di Avvento ambrosiano è caratterizzata dall’immagine dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, richiamando il credente ad accorgersi delle diverse venute del Signore nella vita degli uomini e nella nostra vita personale.
Quest’anno il tema dell’ingresso del Messia assume un valore particolare, in quanto ci stiamo preparando all’apertura ufficiale del Giubileo della Misericordia, che Papa Francesco farà l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione di Maria e 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II.
Ci troviamo, così, immersi in una molteplicità di ricorrenze, che richiedono una puntuale attenzione per non rischiare di perdere qualche pezzo.
Innanzitutto il brano evangelico di questa domenica è un invito a riconoscere lo stile del venirci incontro di Gesù: non con la forza, bensì con la mitezza e con l’umiltà, attraverso cui veniamo immersi nell’amore di Dio misericordioso, che vuole salvare tutti.
L’Anno della misericordia vedrà il suo inizio l’8 dicembre con l’apertura della Porta Santa a Roma, mentre nella nostra Diocesi, a Milano, in Duomo, l’apertura avverrà il 13 dicembre, così come in quel giorno saranno aperte le porte giubilari nelle diverse zone pastorali. Per la zona di Varese sarà il Santuario del Sacro Monte di Varese ad offrire l’opportunità di acquistare l’indulgenza. Nel nostro Decanato il Santuario del Carmine è stato scelto come chiesa penitenziale, nella quale verrà data la possibilità di confessarsi secondo un calendario e orari che verranno indicati. 
Certamente il Giubileo straordinario della Misericordia diventa una favorevole occasione per conoscere e sperimentare il grande desiderio di Dio Padre di vedere tutti i suoi figli lasciarsi abbracciare da Lui nel calore del suo infinito perdono, segno del suo grande amore. 
Papa Francesco insiste nel dire che nessuno deve essere escluso dall’amore misericordioso del Padre, che ci coinvolge a tal punto da diventare anche noi operatori di misericordia, di cui il mondo ha un bisogno immenso.
Mi sto rendendo conto che, mentre rimaniamo stupiti dalla misericordia di Dio, nello stesso tempo ci accorgiamo che essere misericordiosi non è così facile, perché richiede una forte dose di umiltà, di mitezza, di comprensione dell’altro che spesso non usiamo nemmeno con i nostri familiari, che dovrebbero essere i più vicini a noi per affetto.
L’anno giubilare chiede di essere vissuto come una grande grazia, che ci raggiunge e ci avvolge stupendoci e commuovendoci.
La solennità dell’Immacolata aiuta a leggere quello che dovrebbe essere il frutto delle iniziative giubilari e cioè il ritorno di Dio, in uno stato di conversione del cuore, per ridare bellezza alle nostre anime, diventando degni figli della Vergine Maria. 

don Sergio

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