Le profezie adempiute

Siamo ormai alla terza domenica di Avvento e il cammino corre veloce verso il Natale, nel quale siamo invitati a riconoscere di nuovo il Signore Gesù, come Colui che viene a salvarci.
Ancora vediamo Giovanni Battista alle prese con Gesù, ma indirettamente, infatti egli manda i suoi messaggeri da Gesù a chiedere se è Lui quello che deve venire o se ne devono aspettare un altro.
Non è forse questa la domanda che dopo duemila anni molti si pongono: “Davvero Gesù è il Salvatore?”
Gesù non risponde direttamente, ma invita i suoi interlocutori a riferire a Giovanni ciò che hanno visto e udito e certamente essi sono stati spettatori e uditori di cose grandiose, segno di una potenza di Dio che agisce contro ogni forma di male fisico o morale.
Oggi Gesù viene e agisce nel mondo attraverso coloro che ascoltano la sua parola e la mettono in pratica nelle diverse realtà umane, continuando così l’opera di umanizzazione e di recupero della dignità umana in ciascun individuo.
Solo occhi chiusi non si accorgono di tale presenza, che non fa rumore, ma incide nel tessuto della vita di tantissime persone in ogni parte del mondo, portando calore umano, serenità, coraggio, consolazione, progresso e pace.
Questa è l’opera di evangelizzazione e promozione umana, che la Chiesa in ogni tempo ha cercato di portare avanti, spesso, supplendo alle Istituzioni dello Stato, non in grado di affrontare le esigenze del popolo. Così non abbiamo visto e vediamo ancora il nascere degli ospedali, delle scuole, delle Università, delle strutture sportive per i giovani, degli orfanotrofi, delle case di recupero per tossicodipendenti, delle Case famiglia, delle Caritas, ecc… 
Scrivo questo non per vantare le iniziative ecclesiali in ogni parte del mondo, a favore dei piccoli, dei giovani, dei poveri, della cultura e dell’arte, della sanità e dei servizi sociali, bensì per affermare che lo sguardo di Gesù continua nel tempo in favore dell’uomo e spesso in modo gratuito, senza riconoscimenti specifici, nella logica del servizio e dell’amore. 
Specialmente oggi, in mezzo a tante paure e confusioni, il Signore Gesù, chiede a noi, suoi discepoli, di essere nel mondo una presenza positiva e capace di trasmettere quella salvezza globale, che gli Stati e i Governi non riescono a realizzare per tanti motivi, di cui io non voglio essere giudice.
Io penso che ciò che possiamo compiere noi, come cristiani, ci è dato come un dovere morale e di fedeltà al messaggio e all’opera di Gesù, il quale non si è mai tirato indietro, ma che invece si è coinvolto in prima persona per affermare l’amore e la misericordia del Padre.
Papa Francesco ci indica la via dell’uscire per andare incontro, alla stessa maniera di Gesù, ad ogni uomo, perché nessuno sia dimenticato o escluso dall’amore di Dio, che vuole rivelarsi attraverso gli uomini e le donne di buona volontà.
Buona continuazione del cammino di Avvento.

don Sergio

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