I figli del Regno

La scorsa domenica, con il mio ingresso ufficiale, abbiamo vissuto un momento particolarmente intenso nella nostra Comunità Parrocchiale, che ci ha fatto percepire la bellezza e la gioia di lodare ed invocare insieme il Signore.
Personalmente devo ringraziare i miei confratelli sacerdoti: don Giorgio, don Luigi e don Massimiliano, che molto hanno fatto per rendere dignitosa e solenne la celebrazione eucaristica, così come i sacerdoti del decanato ed altri che sono intervenuti con spirito fraterno. Poi tutti voi, insieme alle autorità civili e militari, portando ciascuno il segno di una presenza concreta. Molti hanno collaborato materialmente sia dal punto di vista liturgico sia dal punto di vista del rinfresco preparato per una grande quantità di persone in oratorio e di tutto ciò che, anche nei servizi più semplici è stato necessario affrontare.
A tutti la mia gratitudine, che si unisce alla preghiera.
Il tempo di Avvento ci ricorda che dobbiamo essere sempre pronti a ricominciare un cammino, che deve preparare la strada al Signore che viene e ciò richiede una forte conversione del cuore per togliere ciò che ostacola la sua venuta.
Giovanni Battista è una figura caratteristica del tempo di Avvento, perché si presenta come uomo di fede, capace di sobrietà e di forza viva nel predicare un “battesimo di conversione per il perdono dei peccati”.
Ora, noi ci rendiamo conto che la conversione è un processo lungo, attuabile solo con la grazia del Signore che interviene per colmare le nostre lacune.
Spesso è davvero un ricominciare con umiltà nel riconoscimento dei propri errori, certi di non essere soli, ma in compagnia di fratelli e sorelle che fanno il nostro stesso cammino.
Siamo tutti “Figli del Regno”, come ci rammenta la liturgia ambrosiana di questa domenica e come tali, già in possesso dell’eredità di salvezza, donata a noi da Gesù stesso.
Constatiamo però che questa figliolanza è offuscata dal male presente nel mondo e che induce i figli del Regno a lottare per non sciupare la bellezza di quanto ci è stato donato.
E il male sono le divisioni, le lotte, le violenze dettate dall’egoismo e da quello strano gusto di sentire l’altro sempre un nemico da combattere o da eliminare totalmente.
Ciò succede nei conflitti internazionali, ma anche nei conflitti familiari, sociali, di parte, che dimenticano la nostra vera origine e l’insegnamento misericordioso di Gesù sull’importanza di riconoscere gli altri come fratelli, tutti destinatari dei beni creati da Dio senza che alcuno ne abbia l’esclusiva .
È dunque, necessario, ritornare all’incontro con Dio, preparare la strada al Suo Figlio Gesù che viene ancora nel mondo, perché lo ama, perché ha cura del suo gregge.
Il tempo dell’Avvento ci invita all’ascolto della Parola di Dio con l’atteggiamento umile di Maria, che l’accoglie docilmente, facendola diventare Carne in lei. Ciò significa “Vita” accolta e vissuta.

Don Sergio

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