La venuta del Signore

Con questa
domenica iniziamo il tempo di Avvento e con esso il nuovo Anno liturgico, nella
riscoperta del mistero di Cristo, attraverso le diverse feste e celebrazioni.
Per me
inizia ufficialmente il ministero sacerdotale in mezzo a voi, con il rito di
immissione, che il Vicario Episcopale, Mons. Franco Agnesi, presiede a nome
dell’Arcivescovo Angelo Scola.
Per la mia
vita di sacerdote è certamente un momento importante, perché mi viene chiesa la
responsabilità nell’accogliere questo incarico pastorale, ma sono certo che con
i sacerdoti che mi affiancano e con la collaborazione di Voi laici tutto sarà
possibile, perché, comunque la grazia del Signore non manca.
Dare l’avvio
ufficiale al mio ministero all’inizio dell’Avvento mi sollecita ad affrontare
tutto con uno spirito di vigilanza, guardandomi attorno per leggere i segni dei
tempi, senza timore, ma con perseveranza, come dice Gesù nel Vangelo.
Questo nostro
tempo chiede a ciascuno di noi di offrire testimonianza, di “comportarci come
figli della luce, con i frutti che ne conseguono: bontà, giustizia e verità”
(Ef. 5, 10-11)
Da più di
due mesi sono in mezzo a voi e ho notato in molti il desiderio di vivere una
fede autentica, dentro questa nostra storia complessa e a volte faticosa per i
ritmi della vita quotidiana e per i molti problemi che emergono. La Parola di
Dio ci invita proprio questa domenica a non abbatterci, a non avere paura,
bensì a risollevare il capo, perché la nostra liberazione è vicina.
Il Signore è
sempre pronto a venirci incontro per salvarci dalle nostre miserie e povertà,
offrendoci una speranza che umanamente, spesso, rischia di essere perduta o
offuscata.
Nella scorsa
settimana si è svolto il Convegno Ecclesiale di Firenze dal titolo: “In Gesù
Cristo il nuovo umanesimo”, al quale è intervenuto anche Papa Francesco,
portando la sua parola carica di fiducia, ma anche di provocazione.
Mi è
piaciuto quando ha detto di essere contento nel vedere la Chiesa italiana
inquieta, perché così viene sollecitata ad ascoltare le diverse istanze della
gente, cercando di rispondervi alla luce e con la forza del Vangelo, come fa
una madre quando vuole il bene dei propri figli.
È necessario
che questa nostra Chiesa italiana sia innovativa con un Vangelo che non cambia,
ma che entra nei meandri dei cuori e delle situazioni umane di oggi.
Così ha
fatto Gesù: scendendo dal Cielo si è incarnato nella storia umana e del popolo
ebraico mettendosi in ascolto di ogni uomo con uno spirito di grande umiltà e
di attenzione alle esigenze vitali di ciascuno, portando la gioia della
salvezza.
Io credo che
anche nella nostra Parrocchia ci sia la necessità di ascoltare ogni persona con
l’affetto e la sensibilità di Cristo, perché a nessuno manchi la serenità che
viene solo dall’accoglienza dell’amore di Cristo, che continua ad essere
presente e a guidare la storia verso il compimento.
Noi tutti
siamo chiamati a collaborare con Lui. Pregate per me, perché possa fare la mia
parte secondo la vocazione che mi è stata data.
L’incontro
che noi sacerdoti avremo nelle vostre case durante la benedizione natalizia sia
il segno di quell’attenzione che Gesù chiede di avere nei confronti di
ciascuno, senza alcuna invadenza, ma solamente con lo spirito dell’amore che
Cristo ci ha insegnato.

don Sergio

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