Tu, vieni e seguimi

Celebriamo in questa domenica la Giornata per il Seminario, nella quale siamo invitati a conoscere, sostenere con la preghiera ed anche economicamente il luogo in cui vengono formati i seminaristi che poi diventeranno preti.
Penso che alla Diocesi e al Seminario dobbiamo una profonda gratitudine poiché proprio da essi viene la formazione di don Massimiliano, che abbiamo imparato a conoscere lo scorso anno come diacono e da giugno come sacerdote e sempre da essi viene la formazione di tutti i sacerdoti che abbiamo conosciuto nelle nostre Parrocchie.
In questi ultimi anni il nostro seminario diocesano ha sofferto per il calo dei seminaristi, così che la scelta compiuta è stata quella di raggruppare nell’unica sede di Venegono tutti coloro che si stanno preparando a diventare sacerdoti.
Non sappiamo che cosa accadrà nei prossimi anni, certamente la diminuzione dei sacerdoti avrà ripercussioni sulle parrocchie della Diocesi circa la distribuzione del clero.
Quello che ci è chiesto è di pregare il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe, aiutando anche i giovani a leggere la propria vita come vocazione e dunque, come risposta al disegno di Dio su ciascuno, attraverso un cammino di discernimento.
I genitori, gli educatori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutta la Comunità cristiana hanno un compito forte di accompagnamento e di incoraggiamento nei confronti dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani che si aprono al futuro, per potere rispondere, se il Signore lo vuole all’invito “Tu, vieni e seguimi”.
Qualcuno si domanda se sono ancora necessari i sacerdoti. Basterebbe ascoltare le letture di questa domenica per comprendere che la risposta è un netto: “Sì ”. Infatti, in esse leggiamo come il Signore non vuole lasciare senza cibo gli uomini e le donne che ha creato.
Ma non si tratta del cibo materiale di cui noi tutti siamo responsabili che non manchi ad alcuno, bensì si tratta di quel cibo spirituale che alimenta la vita interiore, rendendola forte nelle avversità della vita e orientandola verso il cielo, verso l’eternità.
Il profeta Elia, stanco per la persecuzione a causa della predicazione nel nome del Signore, si sente infiacchito e desideroso di morire, ma il Signore stesso, attraverso l’angelo lo rifocilla e gli dà la forza per continuare il cammino, verso il monte di Dio, l’Oreb.
S. Paolo, invece, ci ricorda l’istituzione dell’Eucaristia, dono di Cristo, di cui gli apostoli hanno avuto il mandato di trasmettere: “Fate questo in memoria di me”.
Gesù nel Vangelo afferma che il Pane che Egli dà è per avere la vita eterna. Ora, capiamo perché non possono venire meno i sacerdoti, perché a loro è stato dato il ministero di consacrare il Pane e il vino, cibo per la vita del mondo.
Ci basta questo per chiedere il dono di nuove vocazioni, perché non ci manchi il pane che sazia i desideri profondi dell’anima e l’anelito di vita eterna che c’è in ciascuno.

Don Sergio

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