Educarsi al pensiero di Cristo

Martedì 8 settembre il Card. Angelo Scola ha consegnato alla Diocesi la nuova Lettera Pastorale per gli anni 2015-2017 dal titolo : “Educarsi al pensiero di Cristo”.
Il nostro Arcivescovo richiama il fatto che nella nostra società contemporanea esiste una forte separazione tra fede e vita, tanto è vero che un cristiano vive normalmente la partecipazione alla S. Messa e tutto ciò che riguarda la vita ecclesiale, ma poi è tentato di usare nella vita quotidiana criteri di giudizio e stili di comportamento che stridono o sono lontani dal Vangelo e dunque dal pensiero di Cristo.
Diventa perciò necessario che il cristianesimo investa tutte le forme della vita quotidiana degli uomini, che diventi cultura, altrimenti manca di incisività.
Gesù stesso, con la sia incarnazione, è entrato nella vita dei suoi contemporanei scuotendo le coscienze ed affascinando per la sua capacità di stupire mentre raccoglieva le istanze di desiderio e di risposta alle problematicità della vita di coloro che incontrava lungo le strade, nelle case, nelle sinagoghe e nei luoghi comuni abitati dagli uomini e dalle donne, dai piccoli, dai malati e da coloro che avevano il potere sociale e politico.
Interessante è la figura di Nicodemo, che troviamo nel Vangelo di Giovanni di questa domenica ed è stimolante nella nostra conoscenza del Signore Gesù, perché ci parla di un uomo che nella notte si è trovato di fronte la luce. Per l’uomo di ogni tempo, che vive la notte dell’anima, questo episodio può diventare motivo di una speranza vera, la quale è possibile nell’incontro con Gesù, il quale apre orizzonti nuovi, illumina i punti oscuri dei nostri pensieri e riempie di senso ciò che sembra indecifrabile.
Gesù ci educa ad un modo di pensare, di agire, di relazionarci con gli altri fornendo elementi utili per una trasformazione del mondo, così da realizzare il progetto di Dio, la costruzione del suo Regno, che comunque è già iniziato e chiede di essere compiuto.
Nicodemo si è lasciato coinvolgere dalla novità di vita portata da Gesù, accorgendosi che davvero qualcosa stava cambiando e che poteva essere anche per lui una occasione propizia per entrare in una nuova dimensione dell’esistenza.
Gesù lo istruisce su come deve fare e lo invita a rinascere dall’acqua e dallo Spirito, indicando così la forza rigeneratrice del Battesimo a cui ogni uomo e donna avrebbe potuto attingere.
Questo diventa per noi un interrogativo su come abbiamo coscienza della grazia ottenuta dal momento in cui siamo stati battezzati e su come questo sacramento ci ha introdotto in un cammino non solo spirituale, ma fortemente concreto, sullo stile di Gesù.
Perciò, possiamo veramente affermare che i cristiani, se ne sono consapevoli, sanno portare nel mondo una cultura nuova, dovunque si trovino, spesso alternativa rispetto alla consuetudine, alla stessa maniera di Gesù.
Io sono convinto che il mondo di oggi ha una grande necessità di novità e dove il cristiano ha il coraggio e l’entusiasmo di portarla, con la logica del Vangelo, non può che fare bene.
Iniziamo questo nuovo anno pastorale lasciandoci educare dal pensiero di Cristo: saremo in grado così di rinnovare il piccolo mondo attorno a noi e ciò sarebbe già una grande conquista.
La Vergine Maria che celebriamo liturgicamente in questi giorni accompagni ciascuno di noi in questo nostro proposito.

Don Sergio

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