Paternità

Sono al Carmine per l’adorazione Eucaristica. Martedì 7 luglio, ho davanti un testo del Beato Paolo VI. Dio è Padre. Gesù in ogni momento è con Lui. Lo prega, ascolta, presenta, invita ad unirsi a Lui. Essere nel suo volere, rendere lode al suo nome, parlare del regno di Dio è una costante per Gesù. D’altronde lui è il Figlio. Vuole proporci di essere figli come lui.
Perché ha definito Dio come Padre?
Definire significa porre dei limiti. A Dio questi limiti non competono. Lui è Colui di cui non si può dire nulla. Eppure Gesù lo presenta come Padre.
Quest’umanità ha bisogno di rompere la solitudine e la rabbia dell’orfano. Ha bisogno del Padre.
In questi anni di sacerdozio, accanto al “don” sono stato chiamato “padre”. I bambini potrebbero chiamarmi “nonno”. Quando mi si stringono attorno, mi afferrano le gambe, avverto il desiderio forte e concreto della presenza del padre. A mano a mano che crescono, la forza dell’autonomia li fa riservati. Basta leggere negli occhi una piccola luce, porre una domanda, stare accanto ed è confidenza.
Più avanti negli anni si cerca il riferimento. Se cerchi di essere fedele, costante, attento, come per i vasi comunicanti, qualcosa passa.
Il lavoro disinteressato, gratuito nell’accoglienza e disponibilità ti costituisce “padre”.
Accompagnare al matrimonio, accogliere papà e mamme per il battesimo del piccolo è premura paterna.
Posso essere sommario, sbrigativo. Ad un padre si perdona. Anche lui può essere stanco o proiettato verso altri impegni.
Nella sofferenza ci si sente soli, non compresi, soffocati da continue informazioni. Si chiudono occhi e orecchie. Arrivo al capezzale. La voce del “padre” rianima al punto di esprimere un interrogativo, pensiero, desiderio, richiesta.
Sono più anziani di me. Potrei essere loro figlio. Mi chiamano “padre”.
Quanto è ricca questa paternità! Quanto inadeguata la mia offerta.
Eppure filtra qualche aspetto di quel Padre che Gesù ci ha donato.
È la stessa vita di Gesù che presenta il Padre con le parole, che lo rende presente con i suoi gesti carichi di un’umanità da Paradiso terrestre. “Sul far della sera Dio scende nel giardino” per incontrare Adamo ed Eva.
Era già Padre.
Continua, o Gesù, ad offrirmi la possibilità di essere padre e di ricevere dalla paternità e maternità di tanti.
A don Sergio la gioia di continuare ad esprimere, qui a Luino, quella paternità espressa a Casatenovo.
Un padre consegna una famiglia ad un altro padre.

don Piergiorgio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...