Ora è il momento della concretezza

La città si è data una amministrazione per altri cinque anni. Se nelle ultime comunali la percentuale di votanti era del 60% ora, con rammarico, constato che non siamo arrivati al 50%.
Non ci si può consolare con i confronti alle regionali. Pensavo che cinque liste con un totale di 85 candidati coinvolgesse molta più gente.
La disaffezione per la politica genera un effetto boomerang. I mancati adempimenti promessi provocano lamentele. Sono sterili. Non producono altro che una serie di chiacchiere.
Nei ritagli di tempo ho letto i programmi delle varie liste.
A fronte di tanti importanti punti programmatici non teorici, ma concreti, in me si è insinuata una conclusione: ma abbiamo tanti soldi per realizzare tutto ciò?
Qualcuno mi fa osservare, malignamente, che questi propositi sono specchietti per le allodole.
Auspico un serio lavoro di confronto anche con il volontariato che già si impegna nel vivere sociale per identificare le priorità.
Nella fatica democratica le opposizioni possono essere motivo di contrasto continuo.
L’intelligenza della maggioranza deve arrivare a cogliere anche seri contributi e risorse per il bene della città.
Essere, avere e potere sono tre verbi da coniugare con estrema chiarezza e umiltà. Diversamente l’arroganza del potere porterà a concludere di essere i migliori. Esiste un detto: ogni uomo ha il suo prezzo. I tanti scandali diffusi a piene mani nel paese continuano a suscitare in noi l’orrore per simili gravi colpe.
Coniugando questi verbi in modo vantaggioso per la città si potrà elevare non solo la qualità del territorio ma anche un benessere dignitoso per tutti, a partire dai più bisognosi.
Abbiamo espresso il nostro voto a dei candidati per noi meritevoli. Non possiamo ora lasciarli soli.
Segnando il numero di preferenze espresse debbo concludere che qualcuno, ricevendo centinaia di preferenze, dovrebbe farsi promotore di incontri.
Non è questione di voti di scambio, ma di impegno ad introdurre nella politica (costruzione della città) anche altri.
I Santi apostoli Pietro e Paolo, che sono da secoli i patroni della città, rendano praticabili sentieri finora trascurati, sorreggano nei momenti di stanchezza e sfiducia chi amministra, orientino tutti noi alla collaborazione e corresponsabilità, favoriscano relazioni positive e costruttive, insomma aiutino tutti a quel vivere buono che reca dignità sempre maggiore.

don Piergiorgio

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