Insieme al Don

Chiamati uno ad uno. Attraverso una nuvola di fumo. Di corsa. L’abito talare svolazza. Ora sono lì, nel quadriportico di Venegono, sotto gli occhi di tutti gli altri sacerdoti che ricordano anniversari importanti.
Sono i prossimi 16 novelli sacerdoti. Tra loro don Massimiliano prolunga il braccio con una grossa mano. Sopra la loro testa, in alto, una “manona” enorme. È Lui, il Signore che li manda e li accompagna. A loro spetta di concretizzare l’amore del Padre. Non può sfuggire la presenza di don Massimiliano. A Luino, un protagonista tra ragazzi, adolescenti e giovani. Là, a Venegono, uno tra fratelli.
Non è difficile entrare in quella testa, più facile cogliere i gesti del cuore.
Sabato 13 giugno sarà sacerdote per sempre. Questo “per sempre” faceva già paura ai miei tempi, sia a me che ai giovani dell’oratorio quando parlavo di matrimonio.
Nella mia esperienza sacerdotale ho toccato con mano che i sacramenti non sono una cerimonia.
È all’opera l’amore di Dio che realizza una rete. Decisivo è sostare per raccogliere i gesti inesprimibili che lo Spirito di Cristo continuamente ripropone. Sono convinto che, prima o poi, riuscirai a toccare con mano che “per grazia di Dio siamo stati salvati”.
Per noi preti la faccenda è seria e preoccupante.
Siamo convinti di essere lanciatori di salvagenti. Alla mia tenera età sto cercando di capire da che cosa debbo essere salvato.
Don Massimiliano possiede certamente idee, programmi, sa suscitare interesse, conosce una passione educativa e formativa. C’è da rendere grazie.
Occorre però riconoscere in lui, Gesù che opera.
Rileggere il vangelo, per catechisti, educatori, animatori, è scegliere di stare con il don, non tanto per la sintonia su questo o quello.
Già i discepoli hanno abbandonato il Gesù che proponeva di seguirlo nel cammino che portava al dono di sé.
Insieme al don si cerca il Signore.
C’è un rammarico in lui. Rimane soddisfatto per gli incontri con gli adolescenti e però si chiede perché non partecipino alla Messa.
Non è questione di un adempimento. Qui c’è da accogliere il sacerdote che opera in Cristo e per Cristo proprio nell’Eucaristia. Il suo specifico sono i sacramenti, dalla confessione alla messa. Nessun altro può operare.
Rigenerati dallo Spirito buono di Gesù, sarà possibile mettere, nell’azione educativa verso i ragazzi, la passione di Gesù.
L’oratorio chiede senza dubbio di essere ristrutturato. Ho però toccato con mano che esistono parrocchie con oratori efficientissimi, purtroppo deserti.
Il salmo “invano faticano i costruttori se il Signore non costruisce la casa” sia ben evidente nel nostro oratorio.
Capitando ogni domenica mi piace questo incontrarsi di genitori, ragazzi, adolescenti.
La comunità parrocchiale sia una famiglia di famiglie.
Don Massimiliano sia per sempre sacerdote fedele e ricco di misericordia.

don Piergiorgio

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