Un po’ di storia e l’adesso

Un po’ di storia. Nei miei cinquanta anni di sacerdozio ho vissuto cambiamenti epocali.
Ricordo la fatica nell’accogliere il Concilio Vaticano II, in quelle parti che chiedevano la corresponsabilità dei laici.
Occorrerà attendere alcuni anni per stabilizzare il Consiglio pastorale parrocchiale. Intanto avevamo iniziato il Consiglio dell’oratorio, con papà e giovani.
Era sempre più facile intrattenersi sulle strutture. C’era però il tentativo di portare anche gli aspetti formativi ed educativi.
Forse la riforma liturgica (non solo dal latino all’italiano) fu perseguita in modo non sempre prudente. La preparazione dei fidanzati al matrimonio fu accolta con vero interesse.
I consigli pastorali, anche perché erano i tempi della contestazione, procedevano a rilento, scongiurando che non avvenissero scontri.
La fatica non era solo a livello parrocchiale, pure i consigli diocesani non brillavano. L’attuale Arcivescovo riconosce il buon lavoro dell’Assemblea dei decani. Il Consiglio pastorale decanale, nonostante le sollecitazioni e i documenti, è un po’ in crisi ovunque.
L’adesso. Secondo le disposizioni, domenica 31 maggio doveva avvenire la presentazione alla comunità dei nuovi membri eletti. Ho preferito rimandare alla domenica seguente perché in città erano in atto le votazioni per il Comune. Qualcuno ha pensato di chiosare tale decisione. Tenere fisso lo sguardo prima su un adempimento poi sull’altro permette di offrire la giusta importanza.
Il Cardinale Tettamanzi, con tre efficaci parole: comunione, collaborazione, corresponsabilità offriva stile e metodo.
Siamo tutti popolo di Dio, preti, religiosi e laici. Riconosciamo nel parroco il ruolo di Buon Pastore. Con lui è doveroso vivere il dono del consiglio.
È lo Spirito Santo a promuoverlo in ciascuno di noi. La condivisione deve essere forte, per cui, terminata la riunione mensile, non è finito tutto.
Nel Consiglio pastorale ci sono catechisti, educatori, sposi, giovani, insegnati. Ognuno di loro ha il compito non solo di collaborare, ma di vivere una corresponsabilità che lo porta a sensibilizzare coloro che si ritrovano e operano in determinati ambienti.
In questi anni potevano essere evidenziati in alcune celebrazioni i consiglieri e riportare sul “Camminiamo Insieme” la relazione dei temi trattati.
Mi piace notare che accanto a persone ben conosciute si siano candidati anche degli sconosciuti ai più.
È in atto una immigrazione da altre regioni che costituisce arricchimento per il nostro vivere cristiano.
È stata mia premura inserirli, perché mi è data facoltà.
In questo numero trovate la composizione del consiglio pastorale. Non affianchiamo i voti ottenuti proprio perché ciascuno è chiamato a vivere un servizio e non ad accaparrarsi posizioni di privilegio.
Buon lavoro insieme.

don Piergiorgio

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