Pellegrinare è doveroso

Non riesco a determinare la successione dei viaggi compiuti in questi anni. Sono un bel momento e soprattutto graditi dai partecipanti. Sono un’occasione per disintossicarmi dalle molteplici occupazioni e vivere immerso nella natura o nelle opere dell’uomo.
Rientrare dall’Irlanda è portare una grande soddisfazione per il sole, per il verde dei campi, punteggiato dal giallo delle pecore con il muso nero, da tradizioni ricche di spiritelli e gnomi, da simpatici brindisi con la birra …
Un giorno ci troviamo fiondati in un enorme spazio verde con costruzioni di carattere religioso.
Due ore di tempo prima della celebrazione della messa danno l’impressione di una eternità. Qualcuno sbuffa, pensando a tanto tempo perso.
A poco a poco l’animo si placa. Sopravviene alla fine, in tanti, il desiderio di guardare un po’ dentro si sé.
È un Santuario dove è avvenuta un’apparizione un po’ insolita.
Anche qui un luogo sperduto in aperta campagna. La miseria, frutto di una terribile carestia, conduce troppa gente alla morte per fame. Quasi a dimostrare che il Padre non dimentica i propri figli nelle prove più dure, ecco l’apparizione.
Sull’altare un Agnello, chiaro simbolo di Cristo che toglie il peccato nel mondo. A fianco all’altare Maria con a lato S. Giuseppe e S. Giovanni. Due di loro sono stati partecipi dell’agnello immolato sulla croce, ricevendo l’importante compito di essere Madre dell’umanità e figlio di questa Madre.
La morte di Giuseppe fu confortata dalla presenza di Maria e Gesù nella casa di Nazareth.
Il messaggio è quello della conversione e di tenersi lontani dal peccato.
L’approdo ad un’altra isola riprende questo messaggio in modo molto preciso. Qui si arriva a piedi nudi. Si rimane per un giorno senza cibo, vegliando notte e giorno in preghiera. Si può continuare per altri giorni. Sono migliaia coloro che accorrono a vivere questa esperienza.
Queste espressioni di devozione e religiosità popolare richiedono di essere considerate in un contesto culturale. Sono però un forte richiamo ai nostri facili compromessi.
La fede non si nutre di meditazioni e idealizzazioni. Necessita di essere un percorso che permetta allo Spirito di Cristo di condurci verso una progressiva conversione.
È proprio un cambiare mentalità, purificando i punti di vista, superando giustificazioni per aderire alla vita buona del Vangelo.
Il resto lo racconta la soddisfazione dei partecipanti.

don Piergiorgio

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