Punti di vista

“In verità, in verità vi dico…” è una locuzione cara a Gesù. La ripetizione dice importanza e concretezza. È una realtà, non è un’idea. Sono nel campo della certezza. Posso fidarmi. 
“Sulla tua parola, getterò le reti” esclama Pietro e le reti sono zeppe di pesci.
Quanto diversi e lontani sono i nostri avverbi: veramente, realmente, sinceramente, onestamente… sono presenti nel nostro discorrere con una frequenza tale da mettere in discussione il nostro punto di vista.
La realtà è manipolata da sentimenti, stati d’animo, condizioni di salute, simpatie e antipatie, condizioni climatiche, ambienti, linguaggi, richieste, insistenze, dubbi, perplessità, sistemi di vita.
Mi soffermo su quell’insieme di valori acquisiti per un’educazione, confermati da aspetti caratteriali, resi certi dall’esperienza che determinano il mio sistema di vita.
Merita rispetto e attenzione il bagaglio individuale con cui mi presento. È la mia realtà. Veramente sono io. Nel momento in cui mi apro su di una realtà, mi accorgo di modificarla. Una giornata di pioggia per chi ha il cuore contento non è uggiosa, è opportunità per un raccoglimento. L’attesa si carica di apprensione, tensione, speranza, domande, inquietudine, al punto che la realtà è il mio stato d’animo. Si placherà o entrerà in subbuglio di fronte ad un esito positivo o negativo. 
A volte sono le banalità a trasformare un momento atteso in una delusione.
In occasione delle feste mi ritrovo con i familiari. Quel petto d’anatra, cucinato con tanta passione, l’ho assaggiato e lasciato. Chi l’ha cucinato ci è rimasto male. Mi sono scusato. Ho rimediato con il formaggio. Veramente non ne avevo voglia. Chiaramente c’è chi è rimasto male. Siamo fatti così. Abbiamo uno straordinario potere: quello di modificare la realtà, renderla incomprensibile, renderla materia d’urto. 
Il mio stile di vita non è un assoluto. È la radice della lontananza o vicinanza a Dio e agli altri. 
Ho compiuto la mia confessione pasquale mettendolo a nudo. 
Mi è servito stare davanti al Signore togliendo di mezzo ogni giustificazione, scusa, confronto, condizionamento. Gli ho detto: mostrami chi sono io e come tu mi vorresti. I miei soliti percorsi mentali hanno lasciato il posto a qualche appropriata parola del Signore. Non è una formalità. È un’esperienza che non solo mi ha portato ad una buona confessione, ma a guardare la realtà in modo diverso. Al mio punto di vista, al mio sistema, ora incomincia a fare capolino un po’ più il punto di considerare la realtà con l’occhio dell’altro, come Gesù ha fatto.

don Piergiorgio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...