Olio nelle lampade

I media vivono di arroganza. La notizia clamorosa della prima pagina scivola, giorno dopo giorno, in un trafiletto come riempitivo in un angolo del giornale.
Agitando i ramoscelli di ulivo in questa domenica che apre la Settimana Santa, non posso dimenticare le troppe zone di guerra. C’è ormai una nuova geografia del terrore. Masse umane fuggono dalla propria storia per affollare spiagge nella penosa e triste attesa di essere stipati su barconi. I calcoli diplomatici, gli interessi commerciali e altre valutazioni e considerazioni, trattengono alla finestra i grandi della terra.
L’umanità, la generosità e l’accoglienza uniscono tanti uomini e donne nel prestare soccorso, offrire possibilità di esistenza.
La giornata mondiale di una gioventù senza opportunità di lavoro rende preoccupata ogni persona di buona volontà. Lo spaventoso numero di donne uccise tra le mura della propria casa sgomenta.
Il ramoscello di ulivo che la colomba porta in dono a Noè sull’arca, oggi lo pongo anche in casa mia. È segno di vita che riprende. Prego perché ogni persona non abbia una vita qualunque, ma dignitosa.
Mi piacciono i riflessi del sole sulle foglie dell’ulivo.
La dignità non è mai fredda, porta con se il calore di un qualcosa di speciale che il buon Dio ha posto in ciascuno.
Aiuta a ben sperare nei frutti per un olio decantato con stupore da brani biblici. In tanta dispersione risulta efficace il salmo 132 “ecco quanto è buono e soave che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sul capo che scende sulla barba di Aronne”. Per l’uomo antico bruciato dal sole l’olio è refrigerio per ogni pelo che, finalmente, sono bene ordinati uno sull’altro.
L’olio è così importante per la vita che la liturgia ne prevede la benedizione in cattedrale ad opera del vescovo.
In prepositurale si avvicenderanno i sacerdoti del decanato per portare nelle proprie parrocchie l’olio dei catecumeni per il battesimo, il crisma, olio misto con balsamo per la cresima, e l’olio per l’unzione degli infermi.
Sulla tua tavola l’olio è presente con la denominazione di origine, forse scelto per ricordare, da parte di tante persone, la propria terra, con una nostalgia che è già ricordo.
Nel venerdì santo le lampade spente si uniscono al lutto per Gesù morto. Con l’annuncio della risurrezione, sull’olio delle lampade, che dice la presenza di Gesù nel tabernacolo, galleggia lo stoppino acceso.
Un giorno la lampada della nostra vita non avrà più olio per alimentare la fiamma, qualcuno però prenderà un po’ di luce dalla tua ultima luce per seguire Gesù, luce delle genti.

don Piergiorgio

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