Dare una forma

Nella festa della famiglia sopra il tabernacolo ho voluto presentare un quadro chiaramente indicato per tale circostanza. Mi accompagna nei miei spostamenti dall’inizio del mio sacerdozio, sempre in camera da letto. Lo ho ereditato dal canonico di Saronno Angelo Fioravante Macchi, a cui, pur nella distanza di anni, mi legava una cordiale fraterna amicizia.
In ginocchio ogni sera prego quella Santa Famiglia per la mia famiglia parrocchiale.
Ora necessita di un restauro. Antico di secoli, porta evidenti segni della poca cura.
Il verbo restaurare è stato coniugato nella nostra città nei confronti di chiese, quadri e suppellettili.
Papa Francesco non solo a parole ma con tutto il suo quotidiano parla del restauro, o meglio, riforma della Chiesa. Il nostro Arcivescovo riprende questo orizzonte e traduce con efficacia la parola “riforma” con “dare nuova forma”.
È quasi impossibile stare al passo con l’evolversi degli stili di vita. A fronte di usi e costumi, confermati da secoli di tradizioni, nel giro di cinque anni assistiamo a frastornanti capovolgimenti. L’istituto familiare, consacrato davanti al Signore, oggi richiede con urgenza un Sinodo dei Vescovi per situazioni che venti o trent’anni fa erano impensabili.
Sinodo è proprio stare sulla stessa strada, insieme, per raggiungere la meta buona per l’umanità.
Dare nuova forma alla Chiesa è quindi stare insieme a Cristo, via verità e vita per accompagnare e offrire ai nostri concittadini quella pienezza di vita che il mondo attuale richiede.
Chiaro obiettivo dell’incontro che Gesù opera con le persone è strappare dalle paralisi, rimettere in piedi per scegliere di camminare verso nuove responsabilità che non costituiscano trappole, ma apertura di orizzonti.
Ricevuta questa nuova responsabilità nei confronti della propria vita, finalmente resa libera dal sistema sbagliato, arriva la proposta che già Gesù rivolgeva: “Se vuoi, vieni e seguimi”. È l’invito che oggi ogni cristiano propone prima con il suo stile di vita che con le parole.
Avviene così l’incontro con una fraternità che deve essere libera dalle paturnie relazionali. È proprio qui che è decisivo dare nuova forma al nostro stare insieme.
L’Eucaristia domenicale è il luogo e il tempo in cui Gesù, con la parola e il suo corpo donato, realizza la fraterna relazione tra noi.
Papa Francesco a questo punto ci parla di Chiesa in uscita. Si esce da un luogo sacro per rendere sacri gli ambiti di vita che frequentiamo.
Non andiamo in giro con la Bibbia sotto il braccio, né pretendiamo di strappare anime a Satana., A quanti incontriamo nel quotidiano, l’augurio di S. Francesco: “il Signore ti dia pace” diventa possibilità di incontrare con respiro disteso e non carico di affanno.
Dare forma nuova alla Chiesa è accogliere Gesù e la sua pace per me, stare insieme a chi crede con l’amore evangelico per una presenza viva e propositiva in città.
Le prossime elezioni amministrative facciano incontrare uomini e donne decise a lavorare insieme per il bene dei cittadini. E il nuovo Consiglio Pastorale incontri l’adesione di giovani, adulti e anziani.

don Piergiorgio

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