Un bel passaparola

Il 3 febbraio è dedicato a S. Biagio, patrono della gola.
Al termine della Messa l’invocazione “per intercessione di San Biagio, il Signore ti protegga dal mal di gola e da qualsiasi altro male” lo ripeto più volte, per ogni presente.
Le candele benedette nel giorno della Presentazione di Gesù al tempio, giorno riconosciuto popolarmente come Candelora, sono incrociate per accogliere il mento di ogni persona.
Nel Salmo responsoriale il ritornello propone: “retta è la Parola del Signore e fedele in ogni sua opera” e invita ad una riflessione.
Certo sono da scongiurare i malanni che toccano il fisico, occorre andare anche oltre per collocarci con la rettitudine della Parola di Dio. 
Anche nel libro del Siracide veniamo richiamati a non ripetere “cos’è questo? perché quello?” di fronte ad ogni situazione, ambiente, fatto. Esistono fin da quei tempi lontani persone a caccia di commenti, giudizi, esclamazioni.
Il Vangelo di Luca, sempre nello stesso giorno, presenta Gesù tra i suoi paesani nella Sinagoga di Nazaret. La conclusione per tutto quel parlottare è “nessuno è profeta nella sua patria”.
Non scrivo questo per me. Mi preme evidenziare che si reca un danno enorme al vivere sociale con il parlare contro.
La bellezza dell’uso della parola emerge in tutto il suo splendore per l’evidenza dei fatti.
Quando sono così evidenti e belli convincono le persone rette che non daranno mai peso ai venditori di fumo.
Esiste un “passaparola” che vale molto più di ogni pubblicità.
A sera, dopo la disponibilità negli uffici parrocchiali, nella mia frettolosa cena consumo quanto ho preparato, mentre la televisione propone una continua pubblicità di prodotti che io non prendo in considerazione.
È terribilmente triste “lo sputare nel piatto in cui si mangia”, denigrare l’ambiente di lavoro, i colleghi, i vicini perché così aumenta la spazzatura.
Mi conquistano le persone cristalline, positive, generose di fronte ai limiti.
Come Gesù passano facendo del bene e sanando. 
Lasciamo perdere l’invidia che tutti portiamo sulle spalle. Non ammettiamo di provarla. Lei però ci influenza e così ridimensioniamo tutto e tutti.
Che bello se ognuno di noi alla sera potesse dire: oggi ho compiuto un gesto d’amore.

don Piergiorgio

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