Una marcia in più

Torno dalla mia visita domenicale agli ammalati in ospedale. Incontro due giovani. Si parla. 
Uno mi dichiara che tra dieci giorni parte per l’Australia. “Siamo nati in tempi sbagliati” è l’amara conclusione.
Qui da noi a Luino arrivano dal sud dell’Italia. Li incontro per la Cresima la domenica dopo l’Immacolata. Sono dodici giovani adulti. Rappresentano le regioni meridionali. Inizio il percorso per i fidanzati e so che la maggior parte si prepareranno al matrimonio. Lo festeggeranno a casa loro per tornare qui a lavorare. 
C’è chi sostiene che per realizzarti devi essere come Abramo: “esci dalla tua terra e va’ nella terra che io ti mostrerò”.
Migranti ed esuli. E’ il destino dei nostri giovani. Ritornano tempi che sembravano sepolti.
Allora da luinese lasciavano le valli per inoltrarsi come imbianchini, cuochi, muratori in ogni parte d’Europa. Hanno realizzato il sogno di costruire una casa per i figli e garantire per loro un futuro.
Ho dei nipoti. Uno lavora in Veneto, un altro in Spagna e una pronipote studia in Giappone. Il loro sogno e la loro volontà li ha spinti a compiere queste scelte. Sono contenti. Hanno aspirazioni. Dal punto di vista affettivo mancano i genitori e diventa difficile la frequenza con il fidanzato. 
Certo potevano lavorare anche qui. 
E’ però scattato qualcosa. Si chiama fiducia. Non te la inventi. Ti è donata dai genitori, ambiente, storia personale.
C’è da togliere di dosso ai giovani certe etichettature coniate da anziani censori insoddisfatti di una società che conosce cento problemi. Non si risolvono al bar o per strada.
Ho visto partire giovani per l’Africa. Avevano un sogno grande: rendersi utili come medici, geometri, insegnanti, muratori. Qualcuno arrivato alla pensione non si è trascinato nell’ozio. Un tot di ore di aereo. Pronto a promuovere gratis un’umanità ferita e bisognosa. 
Tante le nostre remore. A fronte di ogni preoccupazione ci sta un evangelico: non temete per me, sarà una vita meravigliosa.
Scrivo questo in vista della giornata della vita. 
Bisogna accompagnarla dal concepimento. Lasciarla crescere e credere nelle possibilità che sono offerte. 
Ognuno ha la sua vocazione.
Non offuschiamola con le nebbie di discorsi pessimistici. 
Il mondo ha bisogno di gente che ha una marcia in più. Quella di una fiducia e volontà capace di creatività

don Piergiorgio

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