Angeli sul nostro cammino

Piace l’immaginetta che noi sacerdoti portiamo per la benedizione delle famiglie. 
I bambini, invitati a scegliere l’angelo che preferiscono, indicano quello centrale. Gli adulti mostrano soddisfatti le immagini degli anni passati.
Adesso sulla scrivania osservo e contemplo.
Come potete costatare, recandovi a San Pietro in Campagna, questo è un particolare dell’affresco della Natività.
Sul cartiglio che si snoda davanti a loro, probabilmente, ci sarà stato il “Gloria a Dio nell’alto dei cieli”. Due angeli sembrano prendere l’accordo per iniziare il canto. L’altro tiene un capo del cartiglio che si spiega come una vela al vento. 
Lo sfondo delle montagne evidenzia le aureole dello stesso colore, le ali invece sono di colore diverso.
Gli angeli sono i messaggeri (così è l’etimologia) le ali colorate parlano di una missione, compito preciso per ciascuno.
Generalmente noi prestiamo attenzione a non accostare colori che possano evocare la nostra bandiera. Nel 1400, a quest’epoca risale l’affresco, non esisteva un tale pericolo di ironia.
Ora si apre uno spiraglio sulla famosa icona russa, pure del ‘400 di Andrej Rublëv. Viene normalmente nominata la Trinità. In realtà si riferisce a Genesi, quando Abramo, alla quercia di Mamre, riceve la visita di questi uomini.
Li accoglierà nella tenda e riceverà la promessa di un figlio da Sara, sua moglie. 
Gli antichi scrittori cristiani vedevano in questi personaggi appunto un simbolo della Trinità. 
Certo la fattura del nostro affresco è ben lontana dalla sublime bellezza della icona russa.
Come in questa si tentano i riferimenti al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, in base alla posizione, cromatismi e atteggiamenti, così potremmo anche noi tentare sul nostro affresco personali considerazioni.
Potrei presentare la mia interpretazione, preferisco che ciascuno, senza condizionamenti ci ragioni sopra.
Colori, posizioni, ali, aureole e quanto altro chiedono di essere considerati.
Natale, nella luce di questa immagine, diventa significativo per un augurio.
In una cultura individualistica, Gesù ci aiuti a vivere insieme con quella dignità umana che accoglie il messaggio: è nato per voi, il Salvatore.
Non solo ci salvi e liberi dalle nostre chiusure egoistiche, ma ci doni di cantare insieme le lodi al Padre. Lui ci dona Gesù per una fraternità vera tra noi. 
Lo Spirito Santo riempia i cuori di amore vero per compiere il nostro compito con dedizione e passione.

don Piergiorgio

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