Bella come la luna

Non solo un’estate praticamente senza sole, anche l’autunno ci illude con qualche giorno sereno, cui succedono settimane piovose.
A metà novembre il lago è lì lì per esondare. Con relitti di legno invade il piazzale interno dell’imbarcadero.
Mi fermo come un bambino stupito di fronte a questa massa d’acqua che, spunta dal vento, rovina con ondate violente il bel lungolago.
Mi fermo, sosto, contemplo la Madonnina del Porto. La “Salve Regina” arriva a “questa valle di lacrime”, continuo con quel “orsù dunque avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci…”.
È lì fissata nel bronzo dorato su una colonna a prendere qualche spruzzo di un’ondata sbarazzina. È sempre Madre e forse tenta di mostrare a noi che le burrasche e le piene della vita chiedono un approccio diverso. Anche la bella serata con un cielo pieno di stelle e la luna che l’avvolge di luce.
Dieci anni fa nel 50° della posa della Madonnina abbiamo iniziato a celebrare la S.Messa al Porto Vecchio e così facciamo anche quest’anno nel 60°. Chi ci ha preceduto l’ha posta come sentinella della città. I Luinesi colgono bene questo compito a Lei affidato. Alcuni non tollerano che rimanga al buio, altri sostano per una breve Ave Maria o per un segno di croce. 
Lei accompagna chi entra e chi esce dalla città. Si compiace di stare in compagnia di chi consuma un veloce caffè o indugia al sole con un libro.
Essere sentinella non è solo per annunciare l’ostilità di un lago che vuole tracimare. È soprattutto per ricordare che Lei non si è lasciata sopraffare da Satana.
È l’Immacolata. La bellezza che uno sogna. Non si mantiene con qualche intervento chirurgico, ma con una progressiva vita buona secondo il Vangelo.
Non ha compiuto grandi cose, Queste sono affare per i ricchi e i potenti. Lei nel quotidiano di Nazaret è come una mamma qualsiasi. 
Mi ha colpito un bassorilievo nel cimitero. Novembre è il mese dei morti. Recito il Rosario. Una tomba attira lo sguardo. Una lastra di bronzo. A prima vista non distinguo la scena. È un asse a permetterne l’identificazione. È nelle mani di un uomo. Al centro un ragazzo. Sull’altro lato una donna con il braccio proteso. Ora ci sono: è la S. Famiglia di Nazaret, riunita nel laboratorio di Giuseppe.
Questo è il quotidiano di allora ed è la nostra possibilità di una giornata vissuta nella serenità della grazia di Dio che mi dona tante persone.
Con loro c’è una semplicità, freschezza, disponibilità, serenità che affiorano da un animo in pace. 
Un Salmo suggerisce: “in pace mi corico e subito mi addormento”.
La Madonnina del Porto, credile, veglia sul nostro quotidiano perché sia santo, cioè diverso da quello che non dà la pace nell’animo. 

don Piergiorgio

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