Custodiamo il Creato

Un’estate quasi senza sole. Ad un mese dalla fine, l’autunno impone piogge a non finire. 
Per grazia ricevuta il lago rimane nei suoi argini, anche se il pericolo costringe a chiudere i ponti. “Luino isolata” titolano i giornali. La dedizione di tante persone ed enti rende possibile ogni comunicazione.
Ora, noi sacerdoti, abbiamo iniziato il giro serale per la benedizione delle famiglie. E finalmente la pioggia è cessata, rendendo più agevole il nostro pellegrinare.
Tutto scorre nella normalità. Tutto sembra acquisito, dovuto e scontato, poi qualcosa si rompe e costringe a percorsi inediti, discorsi da meteo, precauzioni, timori.
Alcune zone del nostro paese sono provate al punto da vedere profanata dal fango l’intimità di una casa. Lo smottamento a Cerro di Laveno, con la morte di un nonno e della nipote di 16 anni, sgomenta.
Lo sguardo, anche da noi, corre ad indagare le possibili frane.
I discorsi sulla sicurezza, sui soldi non spesi, si moltiplicano.
Comprendo la predicazione pesante di un tempo sul castigo per i nostri peccati.
Lo comprendo perché lo ritrovo nella Bibbia e in tante orazioni della liturgia. Un esempio: “Guarda benigno, o Padre, e perdona le nostre colpe; nella tua misericordia, allontana da noi i meritati castighi”.
L’abbandono delle nostre montagne e valli, la mancata cura di ruscelli e torrenti, lo sfruttamento dei boschi hanno notevole incidenza.
Ancor più pesante è la responsabilità per un’aggressione al creato, senza tenere in debita considerazione gli elementi naturali.
La noncuranza si evidenzia anche nel non rispetto dell’ambiente, l’abbandonare rifiuti, senza segnalare disfunzioni …
Le nostre colpe si annodano le une alle altre con tutto ciò che nel Vangelo viene ascritto al regno di Satana.
Viene ritenuto troppo vincolante appartenere al Regno di Dio con l’adesione alle beatitudini. 
Accorgersi della bontà di quanto ci è tolto è normale, però penalizza in quanto non si sono accolte opportunità e risorse. 
Il classico piangere “sul latte versato” è da tutti ritenuto inutile.
Raccogliere i valori che permettono il buon vivere sociale sia impegno di ciascuno di noi.
Muoversi incontro a Gesù in questo Natale è accogliere il dono che è Lui, con la responsabilità di essere a nostra volta un buon dono.

don Piergiorgio

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