~ I settimana di Avvento ~ 

STORIA DI UN GATTO E DEL SUO PRESEPE

PERSEVERARE È GATTOFILO 
Come tutti gli anni arrivava Natale. Pigro, guardò fuori dalla finestra. Brr! Allungò le zampe… quest’anno non sarebbe scesa la neve. Meglio così. Avrebbe potuto camminare sul cornicione e prendere il sole. In solitudine. A casa era tutto solo, tutto il giorno. Sembrava che i suoi padroncini l’avessero comprato per lui quel bellissimo appartamento. E l’albero? Per chi era l’albero? Si lasciò abbindolare dalle palline, ci si specchiò, le fece oscillare con la zampa. Poi non seppe resistere. Zampettò sul presepe e fece strike con le statuine. Non se ne sarebbe accorto nessuno. Ogni anno quei simpatici ometti inanimati aspettavano si accendessero le luci, ma ogni anno non c’era tempo. Guardò sulla bacheca: 8-14 scuola,pranzo in piadineria,compiti sul metrò, nuoto sincronizzato, tre ore. Fino alle 20 nessuno sarebbe rientrato. Poi doccia, denti, orecchie, letto… mica per dormire. Gli umani gli apparivano tanto strani: non dormivano mai! Una litigatina in facebook, una whatsappata, zapping in Real Tv, una spruzzata di musica, foto in Istagram. Per le sue orecchie era troppo, perché gli umani non fanno più una cosa alla volta, sentono tanti rumori tutti insieme, parlano tanti rumori tutti insieme; una sorta di tgcatastroficnews polifonico sarebbe entrato dalla porta tra tre quarti d’ora: sì, perché nessun umano in quella casa era più interessato a raccogliere buone notizie, ma solo cata-notizie, il peggio rimasticato della società, reso noir o misterioso per non suscitare scandalo, ma per diventare solo uno stile stiloso con cui darsi un’aria di pensosa importanza. La madre avrebbe contato i giri del taxometro solo per spiattellare a tutta la famiglia che non sarebbe arrivata a fine mese con tutti quegli impegni … il padre avrebbe acceso la tv … e nessuno quel presepe se lo sarebbe filato. Decise che era ora del suo consueto passeggio sul tavolo: come in passerella con il baffo irto, Bonbon camminava coda all’insù, quando inciampò in un foglio appallottolato. Curioso, come tutti i gatti lo aprì: un invito! L’invito a una festa. Tutti gli anni – si disse – la stessa festa. E chi se la fila più! Pacchi pacchettini quelli sì: la crisi non consuma il commercio. Errare è umano, ma perseverare è gattofilo! Si disse … il che era solo un complimento. La festa: nessuno ci pensava più. Un altro stress tra tanti. Un altro pranzo tra tanti. Per fortuna i negozi non chiudono, così, forse per variare, avrebbero mangiato giapponese e, almeno per un anno, non sarebbe sembrato nemmeno Natale! 

http://www.chiesadimilano.it/pgfom/oratorio-e-ragazzi/servizio-ragazzi/oratorio-e-ragazzi/l-avvento-è-solo-insieme-con-lui-1.98885 )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...