In attesa

Per i ragazzi il tempo di Avvento è bellissimo.
L’attesa del Natale è una gioia. L’emozione nel collocare le statuine nel presepe, le decorazioni sull’albero con le luci, aprire le caselle del calendario. È tutto una piacevole sorpresa. Uno sgranare d’occhi continuo. Attesa di Gesù con tanti regali senza dimenticare Lui. Doni per i poveri.
Poi si cresce e i regali sono programmati, richiesti, a volte con eccessive pretese.
Soddisfazione nel vantare una vacanza speciale, un ultimo dell’anno trasgressivo, un gioiello da fare invidia.
La commozione nell’intimità di una casa da poco rallegrata dalla nascita. È lui il Gesù Bambino per cui si è preparato bene ogni particolare.
Quando i Natali ormai sono tanti è sempre gradevole ritrovarsi tra parenti, scambiare gli auguri, ricordare le attese del passato.
C’è da mettere in conto l’assenza di una persona cara, il posto a tavola vuoto. Qualcuno non vuol sapere che è Natale. Rifiuta la compagnia di parenti. Sta solo.
Inevitabile concludere: “è la vita”.
Con un bel gruppo di Luinesi ho accompagnato don Marco nel suo ingresso ufficiale nella nuova parrocchia di Malgesso, Bardello e Bregano. La gente in festa e contenta.
Durante la celebrazione ho vissuto i miei ingressi da assistente d’oratorio a Saronno, parroco a Desio, prevosto a Luino.
Nella compieta c’è il cantico di Simeone che con Gesù tra le braccia esclama: “ora lascia che il tuo servo vada in pace perché i miei occhi hanno visto la salvezza preparata per tutte le genti”.
Il mio andare verso Natale, il mio Avvento non si colora di ricordi, ma accoglie la benevolenza di Dio che ha messo la mia vita accanto a tante persone.
Sento che questo a qualcosa è servito.
Scopro in questo momento della mia vita, e lo suggerisco a tutti, la bellezza di fare sintesi.
Gesù, l’atteso, mi dona l’emozione e la gioia dei bambini. La pretesa degli adolescenti di far valere la propria presenza per i tanti doni ricevuti. La ricerca di una calma e pace per non deludere, ma preparare
qualcosa per l’accoglienza di un piccolo. La soddisfazione di raccogliere attorno all’altare, come attorno ad una tavola, tutte le età di una famiglia
patriarcale.
Il freddo dell’inverno ci riserva tramonti da incanto. A seguire, il cielo zeppo di stelle. Per ognuna c’è un nome caro da contare sulla Corona del Rosario.
È il diavolo a separare tutto, a chiudere ogni età nel suo ristretto ambito.
Gesù, vieni e aiutami a compiere una bella sintesi.
Questo è vivere la storia, ben più forte di una serie di episodi.

don Piergiorgio

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