Ci sei necessario

La basilica di San Pietro gremita e io giovane sacerdote con due ragazzi dell’oratorio sono lì davanti all’altare in attesa che il Papa ci saluti.
Abbiamo il nostro piccolo ma significativo omaggio. È Paolo VI a stringerci la mano, a ricordare il nostro oratorio e il Prevosto.
Ricordi che affiorano nel contesto della beatificazione.
Mi piace suggerire, per il tempo dell’Avvento e per la benedizione natalizia delle famiglie, due frasi di Paolo VI.
La prima: “Cristo ci è necessario”.
A volte nel riordinare i cassetti tante cose inutili vengono buttate. Altre sono necessarie per gli usi più diversi. Di per sé ago e filo sono necessari in una casa, anche solo per un bottone da ricollocare. Anch’io li tengo, anche se sono un disastro. Se mi iscrivessi ad un corso di cucito, allora sì, sarebbero necessari. 
Non sono queste le necessità. Gesù dicendo: siate perfetti come il Padre celeste, ci mostra dove Lui è necessario per la nostra vita.
Come si fa ad essere perfetti? Insegnandoci il Padre Nostro non ci ha voluto offrire un’altra preghiera, ma un chiaro cammino di perfezione.
Considerando anche solo “venga il tuo regno”, emerge subito come ciascuno cerchi la propria realizzazione. Questa arriva a scapito di qualcuno, se ritarda ci arrabbiamo, se raggiunta da altri ecco l’invidia.
La perfezione, a cui Gesù ci chiama con il regno di Dio, fa appello alla mitezza e umiltà d’animo che sapranno fare spazio ad atteggiamenti fraterni, solidali, giusti, dignitosi.
Cercando così il regno che Gesù ci indica, si arriva anche ad una realizzazione personale di tutto rispetto, senza i corollari di violenza o furbizia.
Anche qui occorre cogliere, e io lo vedo ogni giorno, che nonostante il carattere, le complicazioni, le paturnie, i risentimenti, Gesù, a poco a poco, ci porta oltre. È quanto a volte i familiari, rivisitando il quotidiano di un loro caro, arrivano a comprendere che è avvenuto un cambiamento.
L’altra frase: “di Te abbiamo bisogno” arriva a proposito e puntuale.
Siamo un po’ tutti catturati dalle nostre urgenze, appuntamenti, al punto da esclamare: non ho tempo.
La sosta in questo tempo di Avvento sia ricercata.
Prima della Benedizione natalizia è provvidenziale fermarsi. Con l’aiuto del foglio che viene distribuito ci prepariamo a ricevere il sacerdote. Soprattutto se abbiamo bisogno di guardarci negli occhi per ritrovare la presenza e il dono.
La sosta davanti al presepe di casa, alla foto di una persona, al quadro della Madonna o al Crocifisso, alla finestra con lo sguardo su case vicine o verso i monti…
Abbiamo bisogno di Cristo, Lui ci è necessario per guardare, ascoltare, gustare, cogliere quanto il Vangelo ci dice del quotidiano di Gesù. 

don Piergiorgio

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