Spazio per un respiro

Due giugno, festa della Repubblica. Inaugurazione del parco a lago dal Palazzo Verbania fino all’edicola. La giunta comunale incarica un suo membro di contattarmi per verificare la possibilità di una messa a S. Giuseppe alle 10.30. Aderisco subito, non solo per il restauro attuato da poco, soprattutto perché è importante lavorare per il bene della città, ciascuno per la sua competenza.
Avevo proposto a molti di cogliere il perché della disposizione delle piastrelle del pavimento della Chiesa di San Giuseppe. 
Mi è parso interessante spiegarlo nell’omelia, facendo notare il cotto disposto a quadrotti e a lisca di pesce. 
Nei primi tempi del Cristianesimo era proibito praticare questa fede. Era possibile riconoscere la casa di un cristiano perché vi era stilizzato un pesce. Gesù stesso veniva indicato come il grande pesce. Pesce in greco si dice “ictus”. Ogni lettera permette questa professione di fede: Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore. 
Uno scrittore dei primi secoli chiamava i cristiani “pesciolini” che accorrono verso il grande pesce.
L’amore di Dio, significato dei quadrotti, avvolge tutto. Varcata la soglia sai per certo che il Padre non esclude nessuno. Le sue braccia accolgono noi che siamo peccatori. Lo possiamo ignorare o bestemmiare e Lui vuole il nostro bene. È il padre che prende a cuore la nostra miseria, fragilità e debolezza.
I quadrotti si interrompono in tre punti. Davanti agli altari laterali. Qui il cristiano volge lo sguardo e la preghiera perché i Santi che hanno risposto con amore all’Amore del Padre intercedano per noi.
Soprattutto il cristiano ha bisogno di incontrare Gesù in quel “prendete e mangiate, questo è il mio corpo”. Noi ci avviamo a Lui per nutrirci di Lui e vivere come Lui.
Anche l’altare è circondato da quadrotti.
Tutto ha un significato.
Non è possibile buttare oggetti, colori, cose per caso.
All’uscita, prima del taglio del nastro, dopo diversi interventi, mi è stato chiesto di benedire questo bel percorso.
Ho pregato il Creatore che ci avvolge di tanta bellezza, con una corona di monti disseminati di case, circondate dal verde dei boschi e un lago in cui ogni aspetto è considerato e riflesso.
Anche il nostro San Giuseppe è una benedizione con la statua della Madonna in vetta all’edificio, coronata di angeli. Un invito alla gioia, al canto: non siamo soli, c’è chi veglia e ci protegge.
Sedersi su una panchina per contemplare il creato. 
Entrare in San Giuseppe per incontrare Gesù e nonostante tutto lasciarsi avvolgere dall’amore di Dio.
Sono fatti pieni di gratuità, capaci di offrire nello spazio ciò che lo Spirito anela a vivere.
Un po’ di tempo in simili spazi, rigenera.

don Piergiorgio

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