Un bel sorriso non guasta

Mi trovo coinvolto nel clima di ogni fine d’anno scolastico. Un tempo noi adulti e anziani, oggi i nostri ragazzi. Il clima è carico di euforia. L’attesa della pagella frena e rimanda l’entusiasmo. I programmi estivi sono lì precisi e chiari. La voglia di attardarsi, rimandando la sveglia.
Ora non è più necessario lo scambio di inviti, indirizzi, incontri. I telefonini soddisfano ogni contatto, anche dall’altra parte della terra. 
Qualche suggerimento, come un tempo, anche oggi non guasta.
Dopo un periodo da ‘cicale’, ora è saggio essere ‘formiche’.
Anche per le vacanze un po’ di semplicità non guasta. Austerità è parola che si addice alla Quaresima. Prenderla in considerazione significa non buttare i soldi in cose inutili.
Un bel viaggio, se le finanze lo permettono, deve essere preparato, conquistato, gestito al meglio. Può essere una risorsa ma può diventare noioso, fonte di questioni. C’è un motto chiaro: non rovinare la vacanza agli altri e sarai in buona compagnia. 
Soggiornare in montagna o al mare, dai parenti o dai nonni è occasione stupenda per la salute, le amicizie, la conoscenza di un altro territorio.
Apprezzo tantissimo l’impegno di oratori estivi e di vacanze insieme tra ragazzi.
Ho tanta riconoscenza per chi dedica tempo, energie, fantasia. Il gioco sia ben organizzato, le gare appassionate, come pure le gite in piscina o in montagna, con tante possibilità di gioiosa amicizia.
Tanti, ricordando la fanciullezza in oratorio estivo, si ritrovano ad offrire la propria disponibilità come animatori. Questo è bello.
Occorre però sfruttare queste opportunità, continuarle nel cammino formativo durante l’anno sia l’obiettivo da tenere ben presente. 
Le occupazioni del feriale lavorativo e scolastico ci rubano la gioia. In una sera di maggio al Carmine ho evidenziato l’angelo, con le mani occupate dai fiori, il volto aperto in un bel sorriso. Provate ad osservare statue e dipinti delle nostre chiese. Non trovo il sorriso. Qualcuno sostiene che Gesù pianse la morte di Lazzaro, ma non si trova nei Vangeli che sorrise. 
Quando raccontava le beatitudini invitava ad osservare i gigli o gli uccelli del cielo, liberava dal male qualcuno o ridonava pace ad altri, per me sorrideva. 
Ritrovare il sorriso in famiglia per una battuta, un complimento, una scusa, un invito… Così si rende più umano il nostro quotidiano.
C’è poi la gratuità da vivere e sperimentare. Anche la parola più semplice, il gesto più scontato trova la sorpresa perché la gratuità nessuno se l’aspetta. Con amore e per amore è l’attenzione al tu di cui c’è bisogno.
Papa Francesco anche con un “buonasera” coinvolge. Ti fa sentire familiare. C’è la sorpresa di quell’amore che cerca il tu in una piazza con migliaia di persone.
Infine vacanza è iniziare con gusto una giornata e chiuderla con soddisfazione.
Questo, mi pare, è vivere nel nome del Signore.

don Piergiorgio

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