Il presente per un futuro

È inquietante uscire da se stessi, sia perché si sta bene quieti, sia perché non si vuole conoscere il rischio del rifiuto. 
Rileggo il Vangelo e trovo il costante gesto di Gesù che esce incontro alla gente che lo cerca, lo desidera. Anche quando è stanco e dice ai discepoli: “Venite in disparte con me e riposate un poco” è un Gesù che ascolta e vede il bisogno dell’altro e non lascia da parte, ma condivide. 
Prova a salutare chi trovi per strada, a camminare per la città, a sostare su una panca in chiesa o lungo il lago, a cercare le persone dove le trovi, al bar, all’ospedale, in una manifestazione. Molti hanno trovato lì persone della propria vita proprio uscendo fisicamente, spiritualmente da se stessi. 
Ci stiamo avvicinando rapidamente alla fine di un altro anno. Il 31 dicembre è formale. Reale diventa non solo il termine della scuola, ma anche del lavoro. Settembre è per tutti tempo di ripresa delle attività.
Mentre constato questo fatto, penso al cammino compiuto. All’uscire da me stesso per incontrare ogni giorno gli altri. Ascoltare e accompagnare sono due verbi da coniugare ogni giorno. Se il primo è incontro di parole, il secondo è decisione di cammino da compiere. 
A volte non scatta la possibilità di vivere questi due momenti. Occorre accettarli, cercarli, meritarli. 
Le parole e la presenza non bastano. L’incontro è desiderato se c’è una presenza vera, viva, significativa.
Riscopro, mentre scrivo, che, guarda caso, le processioni sono collocate proprio in finale. 
il 23 maggio, vigilia della festa di Maria Ausiliatrice, la nostra cara scuola parrocchiale si è ritrovata al Carmine per uscire ed arrivare alla sede di via Confalonieri. 
Con Maria che ascolta e accompagna il suo Gesù, ci siamo noi tutti, desiderosi di essere vicini ai nostri ragazzi. 
La solennità del Corpus Domini troverà con noi don Giovanni Montorfano che per quindici anni ha donato Gesù alla nostra comunità accompagnandola con amore. I suoi cinquant’anni di sacerdozio ci parlano di una vita offerta. 
La festa dei nostri patroni pone l’accento sulla città. Un tempo il feudatario garantiva protezione in cambio di fedeltà nel lavoro. Ora abbiamo bisogno di una protezione particolare per il nostro convivere ricercando il bene comune. 
La processione è quindi invocazione corale perché siano tenute lontane le sciagure ed esprime un vivere giusto e sereno per una buona crescita nei valori cristiani.
La terza domenica di luglio è ormai dedicata alla Madonna del Carmine.
Ho fatto scoprire nella cappella dell’Addolorata la scritta E.M.T proprio sopra la nicchia. L’ho decifrata così: ecce mater tua. È quanto Gesù, in croce, dice a Giovanni: ecco tua Madre. Il Vangelo continua: “e il discepolo la prese in casa sua”. Camminare con Maria significa accoglierla, perché lei ha scelto di stare con noi.
Terminiamo un altro anno riconoscendo le presenze importanti alle quali, con queste processioni, diciamo grazie.
Uscire, accompagnare e ascoltare siano verbi da coniugare al presente anche nel tempo di ferie.
Chi smette di coniugare questi verbi ora, quale futuro avrà?

don Piergiorgio

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