Ragnatele

Scendo a prendere il giornale, posato da una mano gentile e premurosa, già di primo mattino, sul cancello. 
La lanuggine dei pioppi è trattenuta dalle ragnatele. La scopa fa giustizia di quegli scombinati festoni. Rimane un’evidenza. Le ragnatele c’erano, ora sono smascherate.
Ricordo ancora gli accenti severi dei professori che ci mettevano in guardia dal “copiare”. Un brusio marcato svelava la trama tessuta alle spalle dell’insegnante. 
I giornali con titoli cubitali buttano in prima pagina espressioni quali “la grande retata”, “arresti eccellenti”, “cupola degli appalti”, “le mani sull’Expo”…
Ci vuole più etica, sentenzia qualcuno. Papa Francesco parla di cuore indurito. 
Trame, ragnatele, reti tessute per anni con vantaggi personali e danni enormi per la collettività. Prima o poi c’è qualche bioccolo di lanuggine a smascherare l’illegalità, la corruzione, il marciume. 
Il timore della pena, di venire scoperto, di essere e apparire un mostro non ferma l’assassino o il corruttore. All’inizio il timore può essere un deterrente. Compiuto con buon esito il “colpo” sopravviene la soddisfazione. La giustificazione per il male è presto trovata. È una catena che, anello dopo anello, si fa più lunga e sempre più difficile da spezzare. 
A fronte di pesanti misfatti, la nostra giusta indignazione invoca provvedimenti e pene sempre maggiori.
Qualcuno a volte scopre le nostre bugie, compromessi, aggiustamenti. Certo cose piccole. Niente a che vedere con i grandi scandali. 
C’è però la stessa costante della Genesi “il frutto era bello a vedersi e gustoso”. 
“L’occasione fa l’uomo ladro” è un detto ben noto a tutti.
La giustificazione, colto il “frutto”, è immediata. Il rimorso accantonato. Il risultato è concreto e palpabile con la certezza di averla fatta franca. 
Fondamentale è un’educazione che non riguarda solo i ragazzi, ma tutti. Ogni età è a rischio.
Correttezza, onestà, trasparenza sono valori di indiscusso prestigio. Ma non sempre bastano. Di fronte ad allettanti occasioni, a precise proposte, a conclusioni del tipo “cosa c’è di male”, “lo fanno tutti”… non è facile resistere. 
Accanto alle ben note virtù prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, occorre invocare l’aiuto dello Spirito di intelletto, sapienza, scienza. 
Di notevole apporto è il consiglio di qualche persona saggia. Intrapresa una strada sbagliata, anche se ritenuta sicura perché senza rischi, è sempre possibile tornare sui propri passi.
Efficace è riconoscere lo sbaglio e ripararlo. Ricorderò sempre quella madre che riportò il figlio al supermercato perché pagasse il maltolto.
Un bell’esame di coscienza ogni sera mette in luce ragnatele di cui occorre disfarsi. 

don Piergiorgio

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