L’amore può tutto

Ora mi ritrovo a celebrare matrimoni in ogni mese dell’anno, escluso novembre. Ero a Desio quando, con mia sorpresa e gioia, gli sposi vollero il primo novembre. La sorpresa era determinata dal fatto che, al mattino, il prevosto della città celebrava la messa dei defunti al cimitero, zeppo di gente. Gioia perché anche i miei parrocchiani disertavano la messa dei Santi. A poco a poco ero riuscito a riportarli nella loro chiesa di periferia. Ora la ciliegina, lo scoop: questo matrimonio durante la messa solenne delle 11. Non c’è momento più vero per un cristiano di un sacramento: qui è reso santo.
Chiusa questa lunga parentesi, maggio è sempre stato il mese dei matrimoni.
Celebrare la bellezza e la forza dell’amore nel contesto della natura ricca di splendore per i fiori che raccontano la vittoria sul gelo invernale. 
Il Cristo Risorto augura ai discepoli: Pace a voi. Lo shalom ebraico non è assenza di guerre, soprattutto è somma di beni.
Ancora è il mese di Maria. Tra i regali per i matrimoni di un tempo non mancavano il quadro della Sacra Famiglia sopra il letto e Maria Bambina, auspicio e protezione per le nascite. La corona del rosario poteva essere più o meno preziosa, era comunque “dote” importante.
Con questo “corredo” la famiglia era unita dalla nascita dei figli alla morte dei coniugi.
Anche se oggi si sceglie il tempo dei matrimoni in base ad altre esigenze, maggio sia festa della famiglia.
Festa per la gioia di essere l’uno per l’altro. 
Qualcuno mi fa notare quanto sia bello vedere a messa papà e mamma con il piccolo nel passeggino. Non disturba il pianto di un infante o la vivacità di un fanciullo. Forse i genitori non sono molto raccolti, però è importante essere lì come famiglia. 
Qualcuno raccoglie l’invito a fermarsi a casa per un breve momento, prima di cena o prima di ritirarsi in camera: una parola, un guardarsi negli occhi, un sostare a chiedere scusa o a dire grazie. 
La concretezza di Papa Francesco ha suggerito per il bene della famiglia tre parole: permesso, scusa, grazie. 
Tante confessioni per Pasqua. Una sorta di ritornello: devo arrivare a tutto. Questi deliri di onnipotenza generano una casa, figli, marito e moglie perfettamente in ordine. Manca il calore di un abbraccio, la sorpresa di una parola bella, la premura di un ascolto, la disponibilità per una passeggiata insieme. 
È un vero guaio imporre una distorsione della famiglia. Mi accorgo della vitalità e dell’intesa di tante coppie di sposi. Mi sorprendono per la gioia che non è turbata, ma rafforzata dal trascorrere del tempo.
Il fisico conosce inevitabilmente il declino biologico. Lo spirito mette le ali per un percorso familiare mai stantio.
In questo mese con la natura, il Risorto e con Maria ridiamo slancio alle nostre famiglie.
Ci affascini quanto c’è. Ci impegni quanto manca.
C’è una certezza: l’amore vince tutto.

don Piergiorgio

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