Fiori e frutti

Non un cespuglio, ma uno spettacolare albero di magnolia mi accoglie mentre entro nella scuola parrocchiale Maria Ausiliatrice. Anche i bambini e i genitori osservano e commentano. Intanto i petali scendono planando. La premura del Gino li accoglie.
Non si può bloccare tanta bellezza. Nelle aiuole sbocciano narcisi, viole e tulipani. Un fiore lascia il posto ad un altro. E’ la meraviglia della primavera.
Riusciranno le azalee e i rododendri, qui e alla scuola materna, a fiorire in pieno sole, senza lasciare negli occhi la tristezza di una pioggia capace di annullare tanta bellezza?
“La bellezza salverà il mondo” era una frase tanto familiare al Cardinale Martini, rubata al grande Dostoevskij. 
E’ la stessa bellezza che mi accompagna mentre compio le mie uscite di servizio pastorale a Brezzo di Bedero e a Domo o mentre salgo a Dumenza.
Il primo maggio avrò la gioia di gustare la bellezza dei nostri bimbi vestiti di bianco, attorno all’altare.
In questi anni a Luino e prima ancora a Desio e a Saronno mi inseguono occhi innocenti e commossi, bocche che bisbigliano i piccoli peccati conditi da un dolore profondo e vero.
Gesù è l’amico, il confidente.
Conservo ancora l’immagine della mia prima comunione. 
Bellezza e dolcezza fugace come i fiori in primavera.
Mi consola il ciliegio, vecchio e selvatico, nel parco della scuola materna, con i suoi bellissimi fiori che lasceranno poi spazio ai frutti, gioia per gli uccelli.
Rimando sempre l’innesto. Quasi mi dico che per lui va bene così.
Per me, per tutti noi esseri umani di prima comunione, ci vuole l’innesto della grazia di Dio.
Il suo amore offerto con Gesù in ogni messa è troppo importante da non essere desiderato. 
Offrire frutti gustosi e saporiti è possibile solo se c’è questa continuità di intesa con Gesù che si fa cibo e dono per me e per te. 
Non basta il pranzo o la cena per il corpo.
Ci vuole Gesù Eucaristia per essere una lode a Dio e una benefica presenza per tutti.
Papa Francesco nella catechesi sul matrimonio dice che è normale il litigio in famiglia. Magari possono anche volare i piatti. Ma l’amore di Dio ci suggerisce: permesso, scusa, grazie. Tre parole che salvano il matrimonio e ridonano di fiorire e fare frutti. 

don Piergiorgio

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