Con Gesù: via, verità e vita

La domenica delle Palme introduce nel percorso della Settimana Santa.
Ogni sacerdote, non solo propone di seguire il cammino di Cristo, lui stesso è chiamato per primo a vivere questa sequela. Con l’aiuto di tante persone guiderà le celebrazioni, proponendo spunti di meditazione per la preghiera.
Le parrocchie di Brezzo di Bedero e Muceno con il diacono Armando e la presidenza di don Luigi entreranno nel grande mistero pasquale.
Dumenza e Due Cossani con il diacono GIorgio e don Corrado vivranno la Pasqua nell’attesa del nuovo parroco. 
Settimana di Passione per Domo e Porto. La morte di don Walter mi porta a considerare che sta vivendo la sua prima Pasqua con il Signore Risorto. Il rammarico per il confratello e l’amico è profondo. Lunedì 17 marzo, al pronto soccorso, ero davanti al Cristo morto. Una comunità servita per 36 anni prende coscienza del bene ricevuto. Tante settimane sante vissute con lo sguardo alla croce invocando: “Santa Madre deh voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore”.
“Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse” è un grido della liturgia che anche ora si avvera. Anche i discepoli, alla morte di Gesù, si sono dispersi. Hanno però visto realizzarsi la profezia: quando sarò innalzato attirerò tutti a me. E’ il mistero che si è realizzato non solo per Gesù, ma per ogni sacerdote che ritorna a Dio.
La dispersione è prevista e non si risolve con l’arrivo di un nuovo pastore, ma perché il Signore è risurrezione e vita.
Mi tocca essere amministratore anche di Porto e Domo. Provvedo alla cura spirituale ed istituzionale delle due parrocchie. Manca però il pastore proprio. Manca il Gesù che conosce le sue pecore una ad una, che si prende cura della malata, che va a cercare quella perduta. Il ministero sacerdotale trova il suo momento fondante nel Giovedì Santo in quel “fate questo in memoria di me” rinnovato e vissuto giorno dopo giorno, in una messa feriale, magari con poche persone, ma con l’impegno ad uscire di chiesa per vivere “prendere e mangiate: questo è il mio corpo”.
Il Signore mi dona di vivere questa settimana Santa con voi. La morte di don Walter mi porta, non tanto a scrivere queste mie sensazioni, ma ad entrare in questa settimana in modo ancor più consapevole. Gesù non si stanca di riconvocarci per l’Eucaristia, pronto sempre a rialzarci dalle cadute per riprendere il cammino. 
Grande è il mistero di questa presenza, nascosta e donata dalla povertà di un uomo, preso tra gli uomini. 
Che il sacerdote sia in buona o cattiva salute, abbia un buon carattere o meno, rimane che è il segno di un Gesù che ha detto “chi ascolta voi, ascolta me”.
La mia Settimana Santa è sotto una nuova luce. La luce che ha illuminato il buio della morte di un amico sacerdote.
La luce è quel Cristo che è via, verità e vita.
Io cerco di camminare con lui e sento che chi mi segue, non segue me, ma Lui. 

don Piergiorgio

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