Una nuova civiltà

L’ho intravisto qualche volta almeno dieci anni fa. Don Virginio Colmegna, venerdì 7 febbraio, è a Luino. Arrivo in ritardo, mangio una “napoli”. Fluisce un fiume di ricordi. Una galleria di volti viene passata in rassegna. E’ una delle rimembranze saronnesi. “Povertà e giustizia” è il tema che sviluppa.
Parte dalla povertà come difficoltà di arrivare alla fine del mese. Indugia sulla povertà relazionale con una calma, insistenza, con il timore di andare fuori tema. Finalmente approda alla povertà culturale.
Prima dello sviluppo della giustizia sociale prendo coscienza che le povertà ora sviluppate generano una ingiusta iniquità.
Divengono illuminanti gli inviti a lasciare perdere lamenti, colpevolizzare le istituzioni, rimarcando individualismi accecanti. E’ forte il racconto dell’esperienza che, da dieci anni, conduce nella Casa della Carità. Ricordo una frase del Cardinale Martini in quella sua visita a Luino nell’agosto del 2002: mentre in auto saliamo a Pradecolo, a settembre rinuncerà ad essere Arcivescovo, mi fa notare la gioia nel consegnare alla Diocesi il monastero di Pradecolo e la Casa della Carità. In dieci anni sono passati in questa struttura 2000 persone di 90 nazionalità. Un impegno quotidiano nell’accogliere e accompagnare 130 persone che per un tempo più o meno lungo saranno ospiti.
La giustizia sociale qui non è urlata con toni da comizio, né ricca di discorsi zeppi di distinguo, non dotta per studi, inchieste senza sporcarsi.
Qui è giusto offrire premura e attenzione, scoprire capacità e inclinazioni per assecondarle, affiancarsi nelle indispensabili pulizie di ambienti.
Proprio perché siamo figli di Dio e Cristo è la nostra vita, si condividono casa, cibo, dialogo, insomma il quotidiano. 
Domenica 9 febbraio mi intrattengo per due ore con una quindicina di coppie di fidanzati.
Hanno la testa piena di progetti, il cuore di desideri. La bocca non esita a porre l’interrogativo: ma per noi quale speranza? C’è chi per lavorare deve dichiarare di non essere laureato, chi anche per tre o quattro euro all’ora è disposto a lavorare con i voucher dell’INPS. Chi per sostenere la famiglia è pronto a dare la sua opera in nero.
Propongo di guardarsi negli occhi e di scoprire quella fiducia che aprirà la strada alla speranza. 
La giustizia sociale chiede pari opportunità ma anche pari dignità; richiama ad una fraternità sociale che non si ferma davanti alle difficoltà, ma tenta nuove strade; incrocia la voglia di farsi dono con l’impegno alla gratuità; non si ferma davanti alle ingiustizie ma le toglie. 
Da soli non ci si difende dalla crisi. Insieme nasce un popolo nuovo con stili di vita che si aprono alla creatività per una comunione sempre più aperta. 
Colgo già i segni di un umano più vero e autentico.

don Piergiorgio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...