Restaura la mia casa

Ho vissuto una settimana ospite dei frati francescani, ad Assisi, nel Convento di Santa Maria degli Angeli. Spesso mi sono fermato davanti all’enorme tavola con il Crocifisso. La tradizione colloca proprio lì le parole che Francesco udì: “va e restaura la mia casa”. Poco esperto nel lavoro, risistemerà al meglio il piccolo oratorio. Capirà che l’invito era, non per le mura, ma per la Chiesa, popolo di Dio.
Ripercorrendo questi quindici anni di ministero a Luino, mi accorgo del bel volto della Prepositurale. Il Cardinale Tettamanzi dopo una celebrazione non esitò a confidarmi la sua personale soddisfazione per l’ambiente.
Se l’intervento in Prepositurale risale al duemila, quello di San Pietro in Campagna nel 2006 ci ha ridonato l’antica parrocchiale con una veste che rasserena anche nel momento difficile del passaggio dalla terra al cielo.
Ora, nella festa di San Giuseppe, proprio il 19 marzo, riapriremo questo oratorio. Dal pavimento al tetto tutto è stato risistemato.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha condiviso non solo il giorno ma anche ha voluto che la migliore inaugurazione non fosse occasione per discorsi, inviti, ma per la celebrazione della Messa. 
Come consuetudine, ogni mercoledì dopo la messa delle 9, vivremo l’Adorazione Eucaristica con la presenza dei sacerdoti per le confessioni; anche alle 18 la Messa in onore del Santo Patrono. I papà, accompagnati dalla famiglia, alle ore 20.45 sono invitati per la messa della loro festa.
Il restauro compiuto sulla struttura con questi momenti spirituali intende richiamare tutti a ridare vigore e novità alla fede e alla speranza.
I momenti difficili non sono mancati alla Famiglia di Nazareth. Giuseppe con Maria e Gesù, cinque volte al giorno, ripeteva: “Ascolta Israele: il Signore è uno solo, tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, l’anima e la mente”. 
In queste pause potevano riconfermare l’armonia familiare, scoprendo ogni volta di essere una risorsa per l’uno o per l’altro, un dono di Dio. I pellegrinaggi annuali a Gerusalemme erano occasione importante per l’appartenenza al popolo di Israele. Anche la vita quotidiana spesa nei campi incontrava nella sinagoga, ogni sabato, il momento fraterno. 
Anche per noi i momenti spirituali personali e familiari ci aprano con forte desiderio al momento comunitario domenicale.
In ogni Eucaristia si rinsaldi il senso di appartenenza fraterno al popolo di Dio. Portiamo la pace a tutti, come Cristo ce l’ha donata, con la gioia di offrirla.

don Piergiorgio

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