Prudenza

Nei miei pensieri settimanali ricorrono spesso riferimenti alle virtù teologali: fede, speranza, carità.
In questa Quaresima pongo a tema le virtù cardine (cardinali): prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Sono dette cardinali perché sono i cardini su cui poggia la porta che può permettere l’accesso alla vita secondo lo Spirito.
Un’esistenza governata dai vizi è stare nella “carne”, come la chiama San Paolo.
Per non compiere una trattazione teorica cercherò di illustrare queste virtù con spunti tratti dal quotidiano.
La guida dell’auto richiede capacità, riflessi, condizioni fisiche e psichiche non alterate. L’invito rivolto al guidatore è “sii prudente”. Dietro a questa raccomandazione si snodano una serie di attenzioni che non è il caso di elencare. L’imprudenza provoca danni irreparabili.
Da ragazzo, tante volte, sono stato invitato a lasciare una conversazione tra adulti. I genitori facevano notare all’ospite che non era conveniente sviluppare determinate argomentazioni in mia presenza.
Ricordo ancora alcune scene di un film a cui mio zio, improvvidamente, mi fece assistere. L’educare richiede attenzione ad una gradualità che non si può ignorare. Ogni età conosce curiosità, problemi, bisogni e attenzioni diverse.
Accompagno i fidanzati nel percorso che li prepara al matrimonio. Ritengo sempre importante sottolineare che ciascuno ha la sua storia con educazione, sensibilità, fede, cultura. Occorre avviare una progressiva conoscenza per non essere un elefante che si muove in un negozio di cristalli.
Gli orientali conoscono una pazienza nel raccontare. Noi diciamo tutto in un fiato. Loro procedono con calma. Preparano l’altro a ricevere una notizia. Offrono spiegazioni. Un esempio è offerto dal brano dell’Annuncio che l’Angelo rivolge a Maria.
Il detto recita: la prudenza non è mai troppa. E’ vero. Attenzione però a non lasciarci irretire dallo scrupolo che porta all’indecisione.
Un’insistenza cara e frequente al Cardinale Martini era per il discernimento.
Stare con la propria situazione nel silenzio di una chiesa o della propria camera introduce in quella serenità che permette di valutare. Con l’animo sereno e in pace, si arriva poi alla decisione.
Ad una persona saggia, che sa leggere in profondità, è bello e utile rivolgersi.
Abbiamo bisogno di maestri di vita spirituale che, con poche e meditate parole, accompagnino nel comprendere ciò che giova ed è bene.
L’eccessiva sicurezza fa dimenticare fragilità e precarietà.
La presunzione di sapere rende avventati.
Una esagerata capacità di controllo arriva a inattesi blocchi.
Prudenza è sentirsi sempre discepoli.

don Piergiorgio

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