Solari e lunatici

Vado a trovare don Giorgio Marelli e lo trovo tutto proteso a seguire l’incalzare degli interrogativi che Sant’Agostino allinea sul significato del tempo. 
Il libro del Siracide mi offre, il mattino seguente, una risposta. Il sole ci presenta il giorno e la luna la notte. Il tempo è dono per accogliere al mattino un altro giorno e, chiusa ogni attività, sono pronto per il riposo.
Mi commuove la giornata tipo di Gesù nel Vangelo di Marco al capitolo secondo. Anche per lui il tempo è regolato dal sole e dalla luna. C’è però una sottolineatura: il suo insegnamento è fatto con autorità. Non è questione di cattedra, libri e parole, è in gioco la vita. Questa rende autorevole una persona, così la parola o il gesto sono efficaci, producono, hanno efficacia. 
In qualsiasi situazione, con le persone più diverse, nei momenti più impensati, Lui è lì pronto, sereno, accogliente e disponibile. Lascia entrare la tua storia, ti indica il filo che permette di districare la matassa, ti offre quella pace che nessuno riesce a darti.
Ho la possibilità di guardare, anche di sfuggita, il volto delle persone. Tra tanti, trovo, inattesa, la luce. Anche in chi passa quasi rasentando i muri. Nella maggior parte dei fugaci incontri percepisco la nube, l’ombra, la ruga, l’insoddisfatta stanchezza.
Qualcuno mi ha presentato un conoscente come solare. E’ bello e salutare stare a contatto con una luce e calore.
Al tramonto la salita della luna all’orizzonte mi invita al raccoglimento. Proprio come adesso, mentre scrivo. Mi sento pacato, la mente ariosa e limpida. Il desiderio di accogliere questo silenzio mi arriva nell’intimo. Avverto la riconciliazione come urgenza dell’animo, nella certezza che in un modo o nell’altro domani si manifesterà.
Il salmo mi suggerisce: in pace mi corico e subito mi addormento.
E’ brutta una notte, con una bellissima luna, osservata da un’anima angosciata che non riesce a prendere sonno.
Il libro del Siracide, sempre a proposito della luna, annota che determina le feste, secondo il calendario antico.
Accanto al normale susseguirsi di giorni e notti feriali, ecco arriva il festivo.
E’ iniziato un nuovo anno al cui centro è la Pasqua con la Risurrezione di Cristo.
Ogni domenica è per il cristiano la Pasqua. Dopo sei giorni di attività, sia vivo il desiderio di incontrarci tra noi e con il Signore perché il tempo non sia solo Cronos che divora i figli, ma sia grazia, immersione nell’amore.
Gli alti e bassi possono segnare le giornate. Evitando di essere “lunatici”.
Siamo sotto il Sole che è Cristo: la sua luce ci accompagna durante il giorno e ci avvolge nella notte.

don Piergiorgio

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